Veronica Barbato. FINE PENA MAI

Zona: Testaccio
Luogo: La CAVe Cantiere delle Arti Visive
Indirizzo: Largo Giovanni Battista Marzi n.1
Dal: 10 Apr 2026
Al: 3 Mag 2026
Ingresso: Libero
Autore: Veronica Barbato
Curatore: Vittoria Fragapane in collaborazione con @artphilein__foundation, Lugano

La Artphilein Foundation presenta Fine Pena Mai, un progetto artistico commissionato all’artista Veronica Barbato e sviluppato in stretta collaborazione con la Fondazione.

Il progetto si articola in tre elementi strettamente connessi:

• una mostra

• un dossier editoriale realizzato da Artphilein Editions

• la pubblicazione del libro fotografico Fine Pena Mai

Il Dossier, concepito come parte integrante del progetto, raccoglie una selezione di volumi della biblioteca della Fondazione, opere tratte dal progetto Fine Pena Mai e un saggio inedito di Filippo Brancoli Pantera, contribuendo ad ampliare il contesto teorico e visivo della mostra.

Parallelamente, la pubblicazione del libro fotografico Fine Pena Mai, edito da Artphilein Editions, rappresenta un ulteriore sviluppo del progetto, consolidandone la dimensione editoriale e la sua diffusione.

La mostra presenta il progetto fotografico di Veronica Barbato, che dà voce agli “altri condannati”: i familiari e gli affetti di chi vive la detenzione. Madri, padri, figli, mogli, compagni che, pur senza colpa, scontano ogni giorno una pena invisibile, fatta di assenze, solitudini e stigma sociale. Con immagini intense e testi lirici, Barbato racconta l’impatto silenzioso del carcere su chi resta fuori dalle mura, offrendo uno sguardo intimo e universale.

In occasione dell’inaugurazione saranno presentati al pubblico il libro fotografico Fine Pena Mai.

Biografia artista

Veronica Barbato (1981, Caserta) vive e lavora a Lugano, dove è artista e curatrice dello spazio CENSURA presso la Artphilein Foundation, a Paradiso.

Ha conseguito un Master in fotografia con Mustafa Sabbagh presso Spazio Labó (Bologna). È ideatrice e organizzatrice di mostre indipendenti, spesso realizzate in spazi non convenzionali, coinvolgendo artisti italiani e internazionali.

La fotografia è il mezzo principale della sua ricerca, influenzata profondamente dal teatro e dalla danza. In particolare, l’esperienza teatrale ha contribuito a sviluppare una forte attenzione alla dimensione performativa, elemento che emerge nei suoi lavori, inclusi quelli legati alla street art, dove anche lo spettatore diventa parte inconsapevole dell’opera.

La sua pratica si distingue per energia, improvvisazione e un costante impegno nella diffusione e valorizzazione dell’arte contemporanea.

Galleria

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