
La Galleria 13 è lieta di presentare la mostra *Beautiful Fukushima. New works by Michael Kenna*, nella sua sala espositiva in Via Roma 34/b a Reggio Emilia, Italia, dal 19 settembre al 17 ottobre 2026. La mostra comprende una selezione degli scatti più rappresentativi del nuovo progetto fotografi co di Michael Kenna, dedicato alla prefettura di Fukushima in Giappone.
In occasione dell’inaugurazione della mostra, sabato 19 settembre alle ore 11:00, Michael Kenna sarà presente per una conversazione e a seguire un esclusivo fi rmacopie dedicato alle sue più recenti pubblicazioni. L’incontro si terrà nella sala Ex-Aci in Via Secchi 11, adiacente alla Galleria13.
Nella memoria di tutti, con piena consapevolezza o meno, è impresso il ricordo del disastro nucleare di Fukushima di quindici anni fa. Si era verifi cata una triplice catastrofe: il Grande terremoto del Giappone orientale, di magnitudo 9,0; il conseguente tsunami, con onde alte fi no a 40 metri, che devastò le aree costiere e provocò la morte di oltre 16.000 persone, più di 1.600 delle quali nella prefettura di Fukushima; e poi il guasto all’alimentazione elettrica della centrale nucleare di Fukushima Daiichi, oggi considerato il peggior incidente nucleare dopo Chernobyl.
Con l’obiettivo di contribuire a migliorare l’immagine di Fukushima nel mondo, su invito della Prefettura di Fukushima, Michael Kenna ha realizzato un progetto fotografi co che esaltasse e rendesse giustizia alle bellezze naturalistiche di quest’area. Un territorio così straordinario del Giappone, così ricco di storia e di patrimonio culturale, non dovrebbe essere defi nito esclusivamente attraverso un singolo evento catastrofico.
È difficile, se non impossibile, cancellare dalla memoria collettiva queste immagini di Fukushima e forse non si dovrebbe neppure tentare di farlo, perché le molte anime scomparse meritano di essere ricordate, sempre, e la storia non può essere cambiata. Tuttavia, anche mentre si ricorda quella terribile devastazione, il tempo è andato avanti e Fukushima ha dimostrato una straordinaria capacità di resilienza dopo la distruzione.
Quando Michael Kenna ha visitato Fukushima e ne ha visto la bellezza e la sua straordinaria forza rigenerativa, ha spontaneamente associato ciò che ha visto a tradizioni e leggende. Kenna non ha potuto fare a meno di associare la prefettura al *kintsugi*, l’antica arte giapponese di riparare le ceramiche rotte ricomponendone le fratture con lacca spolverata o mescolata con polvere d’oro, d’argento o di platino. Ha pensato anche alla mitologica fenice, l’uccello leggendario e immortale che rinasce dalle proprie ceneri. Entrambe queste metafore sembrano appropriate per la straordinaria rinascita di Fukushima.
Così, anche mentre si ricorda il passato, occorre certamente riconoscere, apprezzare e celebrare pienamente la vita per ciò che è, nel presente. Fukushima insegna che ogni secondo è prezioso e non dovrebbe mai essere dato per scontato. È una lezione che esige rispetto. Nel corso della sua attività fotografi ca in Giappone, Kenna ha avuto la possibilità di fotografare foreste, laghi, montagne, santuari, templi, castelli, paesaggi e paesaggi marini, in stagioni e condizioni diff erenti, da norda sud, da est ad ovest. Avendo visitato Fukushima ormai tre volte, può affermare con chiarezza che questa splendida prefettura offre un’immensa ricchezza di soggetti di questo genere.
Attraverso un profondo legame con la natura, i paesaggi e le persone di Fukushima, le opere di questa serie si distinguono dal consueto stile fotografico dell’autore grazie a una caratteristica e delicata gradazione monocromatica. Un’infinità di delicate sfumature di grigio che danzano nella luce. Le immagini, che racchiudono al tempo stesso quiete e forza, restituiscono il nuovo paesaggio di Fukushima nel suo percorso verso la ricostruzione. Queste immagini vanno ora a comporre la mostra che la Galleria 13 è lieta di ospitare nella propria sede.
Breve Bio
Michael Kenna è uno dei maggiori fotografi di paesaggio del nostro tempo, ed è tra i pochi a scattare esclusivamente in analogico su pellicola, senza l’uso del digitale, sviluppando e stampando in camera oscura. Nasce in Inghilterra nel 1953 e si trasferisce verso la fine degli anni ‘70 a San Francisco dove inizia a lavorare come stampatore di Ruth Bernard, maturando una grande esperienza in camera oscura. Pressoché dagli esordi, Michael sceglie il paesaggio come tema elettivo delle sue fotografie, avviando una infaticabile ricognizione sugli infiniti volti segreti del pianeta, e arrivandone a toccare tutti i continenti. Non utilizzando supporti digitali, deve affidarsi alla scelta accurata del momento in cui scattare, alle condizioni della luce naturale e alla sua bravura tecnica. Scatta prevalentemente all’alba e al tramonto, o anche di notte come nel caso di Venezia, con tempi di posa lunghissimi. Le sue fotografie sono pubblicate in oltre 50 monografie e sono presenti nelle collezioni di importanti musei e gallerie, come il Victoria and Albert Museum a Londra, il Tokyo Metropolitan Museum of Photography, la National Gallery of Art a Washington, la Bibliothèque Nationale de France a Parigi e moltissimi altri. Vive attualmente a Seattle.