Claudio Nardulli. Pars pro toto

  • Autore/Autrice: Claudio Nardulli
  • Data Inizio: 10.02.2024
  • Data Fine: 28.02.2024
  • Dove: Sala 1 Centro Internazionale di Arte Contemporanea
  • Indirizzo: Piazza di Porta San Giovanni, 10
  • Orari: martedi - sabato 16.30-19.30
  • Ingresso: libero
  • Tel. / Mob.: 067008691
  • E-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
  • Descrizione Evento:

     

    Dal 10 febbraio al 28 febbraio 2024 presso il Complesso Monumentale della Scala Santa in Piazza di Porta San Giovanni, 10 - Roma - la Fondazione Tito Amodei apre al pubblico gli spazi di Sala 1, Studio Tito e il Teatro Basilica presentando la mostra dal titolo “Tito, il dono è nei dettagli”.

    Nello spazio di Sala 1 sarà allestita la mostra fotografica dal titolo “Pars pro toto” (Tito, il dono è nei dettagli) di Claudio Nardulli che rende omaggio al lungo ed operoso lavoro artistico di Tito Amodei con una serie di immagini fotografiche relative ad alcune opere scultoree dell’artista, contestualizzate sul concetto di dettaglio, nell’essenzialità segnico-strutturale, riscontrabili ad esempio nella serie de Le Grandi Sculture o nei Semi della forma in cui traspare nell’immediato un chiaro riferimento all'architettura; inoltre verranno esposte foto inedite dell’artista “Tito al lavoro” sempre di Claudio Nardulli, architetto e scultore, grande amico dell’artista con cui ha collaborato alla stesura di alcune opere litiche. Si potrà visitare anche lo studio dell’artista, dove si potranno conoscere ed ammirare le molteplici opere scultoree e non solo, tra cui il famoso Torso di donna. Un luogo di lavoro, affascinante e suggestivo all’interno di uno spazio architettonico dell’antica Roma dove sono state realizzate gran parte delle opere nel corso della sua lunga e importante carriera, che lo pongono tra le più significative figure del panorama artistico dei nostri tempi.

    All’interno del Teatro Basilica, sarà presentato e proiettato il film “Tito” di Vito Amodio. Il documentario racconta la straordinaria vita di Tito. La cinepresa lo osserva all’opera e ascolta il suo profondo discorso sull’arte, sul mestiere dell’artista e sul rapporto tra arte e Chiesa. Il film è frutto di un lungo lavoro. La fase di ripresa è durata più di due anni. Fondamentale è stato il lavoro di archivio svolto assieme all’artista. Numerose sono le scene che illustrano alcune imponenti opere, di tema religioso e laico, realizzate da Tito in tutta Italia. Ma Tito è stato anche un grande spirito gioioso, ricco di humor e di una grande personalità che mi hanno spinto a sdoppiare il linguaggio narrativo: insieme alla sua voce c’è la sua attività onirica, fatta di sogni, di ricordi, di speranze, un mondo parallelo, dove Tito è ancora vivo, dove Tito ritorna, con il suo spirito custodito nelle sue opere.