Oliver Ressler. Defending the Future

  • Autore/Autrice: Oliver Ressler
  • Data Inizio: 15.12.2023
  • Data Fine: 24.02.2024
  • Dove: The Gallery Apart
  • Indirizzo: Via Francesco Negri, 43
  • Orari: lunedì - sabato 15-19, o su appuntamento
  • Ingresso: libero
  • Tel. / Mob.: 06 6880 9863
  • E-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
  • Descrizione Evento:

     

    Negli ultimi anni Oliver Ressler si è concentrato principalmente sulla crisi climatica e su diverse strategie e pratiche attiviste volte ad evitare un peggioramento della catastrofe in corso. Il 2023, un anno di ondate di calore mortali, inondazioni e incendi, ha conosciuto alcuni dei mesi più caldi mai registrati ed è sulla buona strada per diventare l'anno più caldo degli ultimi 120.000 anni. Ciò nonostante, i governi di tutto il mondo commissionano senza ritegno la costruzione di nuovi aeroporti, autostrade e terminali GNL e forniscono licenze e finanziamenti per nuove esplorazioni di petrolio e gas che costringeranno l'umanità all'uso di combustibili fossili per i prossimi decenni. La terza mostra personale di Ressler presso The Gallery Apart tratta alcuni aspetti di questa crisi globale. Il disegno a inchiostro lungo 9,5 metri Property will cost us the earth" include nel testo eponimo i disegni di 400 animali, fra mammiferi, uccelli, pesci, anfibi, rettili e insetti, tutti a rischio di estinzione. L'umanità ha già raggiunto una fase nota agli scienziati come la sesta estinzione di massa. Gli animali e le piante si stanno estinguendo ad un ritmo più veloce dell'estinzione dei dinosauri 65 milioni di anni fa. Il collasso climatico è dovuto principalmente alla combustione di combustibili fossili, resti di piante e animali morti di epoche passate. Se questa velocità di estinzione dovesse restare inalterata, la frase che si legge su una delle opere esposte diventerà una triste realtà: siamo fossili in divenire. Più della metà delle foreste originarie del mondo sono già scomparse (2022) è scritto su un’altra delle opere in mostra. In un'epoca in cui massicci tentativi di riforestazione del mondo sono semplicemente necessari per la sopravvivenza, continua la distruzione delle foreste in tutto il mondo in nome del profitto e dell'attivismo economico. Anche se le prospettive sono cupe, non si deve smettere di lottare per un pianeta vivibile. Defending the Future propone due esempi di lotte diverse, entrambe legate alla conservazione delle foreste e alla prevenzione di attività estrattive. Il video Ancestral Future Rising (2023) mostra la lotta degli abitanti di Pacto, vicino alla capitale dell'Ecuador, Quito, contro le concessioni minerarie statali già rilasciate per l’estrazione di oro, argento e rame in una regione designata dall'UNESCO come Riserva della biosfera, la settima più grande al mondo. Il film raccoglie le voci delle comunità che resistono al nuovo ciclo di estrazione che distruggerebbe il loro ambiente e i loro mezzi di sussistenza. Gli attivisti invocano i siti ancestrali dei popoli Yumbo, KituKara e Inca; cultura e natura si uniscono per preservare le foreste minacciate dall'attività mineraria. Il video The Path is Never the Same (2022) si concentra su due sistemi complessi e autorganizzati: una foresta e un'occupazione. La foresta di Hambacher, vicino a Colonia, è diventata teatro della più lunga occupazione di cime arboree d'Europa. Dal 2012, circa 200 persone vivono in questa foresta per impedirne il disboscamento da parte della compagnia energetica RWE, che vorrebbe estrarre lignite dal sottosuolo. Il film riflette sulla foresta come spazio vitale e sulla necessità di affrontare il vandalismo climatico perpetrato in nome dell'"attività economica". Le persone qui si organizzano in modo non gerarchico, stando – come dice un attivista nel film – "proprio come gli alberi, uno accanto all'altro, sullo stesso livello". Questa alleanza tra vita umana e vita non solo umana è anche il tema della serie fotografica Canopy cut down down to sand (2023). Sei immagini fotografiche mostrano formazioni disegnate casualmente nella sabbia dalle onde. I disegni sulla spiaggia sono sorprendenti ed evocano delle fiamme. Le foto sono state scattate sull'isola di Vancouver nel 2022, anno in cui la CO2 atmosferica ha raggiunto le 417 ppm. Mai si era registrata una tale concentrazione di gas serra da quando i primi esseri umani hanno abitato il pianeta. Tempeste, siccità, ondate di calore e incendi porteranno a una conversione da "vivi" a "morti" tra molteplici specie e su larga scala. Le foreste, una fonte essenziale di vita planetaria, vengono bruciate a un ritmo sempre più accelerato. Ogni fotografia è accompagnata da alcuni versi liberamente adattati dalla poesia The Phoenix (2008) di Joanne Maria McNally.

     

    OLIVER RESSLER, (Knittelfeld, A 1970) vive e lavora a Vienna. Realizza installazioni, progetti in spazi pubblici e film su temi come economia, democrazia, migrazioni, la catastrofe climatica, forme di resistenza e di alternative sociali. Ressler ha esposito in mostre personali in numerosi musei e istituzioni pubbliche e private, fra cui Berkeley Art Museum, USA; Museum of Contemporary Art, Belgrado; Centro Cultural Conde Duque, Madrid; Alexandria Contemporary Arts Forum, Egitto; The Cube Project Space, Taipei; Kunsthaus Graz, Graz; Wyspa Institute of Art, Gdansk; Lentos Kunstmuseum, Linz; Centro Andaluz de Arte Contemporaneo – CAAC, Siviglia; SALT Galata, Istanbul; MNAC – National Museum of Contemporary Art, Bucarest; e Cultural Centre Belgrado. Ressler ha partecipato a più di 400 mostre collettive, fra cui Museo Reina Sofía, Madrid; Van Abbe Museum, Eindhoven; MASSMoCA, North Adams, USA; Centre Pompidou, Parigi; le Biennali di Praga (2005), Siviglia (2006), Mosca (2007), Taipei (2008), Lione (2009), Gyumri (2012), Venezia (2013), Atene (2013, 2015), Quebec (2014), Helsinki (2014), Jeju (2017), Kiev (2017), Gothenburg (2019) e Stavanger (2019), e Documenta 14, Kassel, 2017 (mostra organizzata da EMST Atene). Ressler ha girato 42 film che sono stati proiettati in migliaia di eventi e festival organizzati da movimenti sociali e istituzioni. Una retrospettiva dei suoi film ha avuto luogo al Centre d’Art Contemporain Genève nel 2013. Nel 2002, Ressler ha vinto il primo premio all’International Media Art Award dello ZKM di Karlsruhe ed è stato il primo vincitore del Prix Thun for Art and Ethics Award nel 2016. Per la Biennale di Taipei del 2008, Ressler ha curato una mostra sul movimento anti globalizzazione, A World Where Many Worlds Fit. Una mostra itinerante sulla crisi finanziaria, It’s the Political Economy, Stupid, co-curata con Gregory Sholette, è stata presentata in nove diverse sedi (2011-2016). 2019–2023 Ressler has directed Barricading the Ice Sheets, a research project on the climate justice movement, funded by the Austrian Science Fund. Configurations of the project were solo exhibitions at Camera Austria, Graz (2021); Museum of Contemporary Art, Zagreb (2022); Neuer Berliner Kunstverein (n.b.k.), Berlin (2022); Tallinn Art Hall, Tallinn (2022); LABoral Centro de Arte y Creación Industrial, Gijón (2023); The Showroom, London (2023).