Ugur Gallenkus. Parallel Universes of War and Peace

  • Autore: Ugur Gallenkus
  • Curatore: Maria Vittoria Marchetta
  • Data Inizio: 15.09.2022
  • Data Fine: 08.10.2022
  • Dove: Galleria La Nica
  • Indirizzo: Via dei Banchi Nuovi, 22
  • Orari: martedì - sabato 11.30-19.00
  • Ingresso: libero
  • Tel. / Mob.: 329 749 0667
  • E-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
  • Descrizione Evento:

     

    Dopo una stagione estiva che ha visto l’artista protagonista della sua prima mostra pubblica italiana presso il CRAF – Centro di Ricerca e Archiviazione della Fotografia di Spilimbergo, istituzione che gli ha conferito altresì il primo “Premio Young”, Gallenkus ritorna nella Capitale con una personale che vedrà esposta una nutrita selezione di opere realizzate dall’inizio della sua attività artistica ad oggi.

    Nelle opere di Ugur Gallenkus (Nigde, 1990), che sono dei veri e propri ossimori visivi, colpiscono due cose in particolare: la precisione grafica dei suoi collage digitali e l’immediatezza del messaggio che l’artista vuole mandare. Se quest’ultima è facile da cogliere guardando le sue opere, la prima può sembrare più banale di quello che realmente è. Il modus operandi dell’artista, infatti, richiede un lavoro che può durare giorni se non settimane, tanto nella fase di accostamento delle fotografie scelte quanto nella loro stessa selezione.

    In senso critico-artistico, nella pratica dell’estrapolare ed accostare immagini ‘trovate’ Gallenkus non si discosta molto dal concetto di objet trouvé (o ready-made) portato avanti in principio dal Dadaismo europeo e poi dal New Dada americano, finanche dalla Pop Art, con obiettivi e risultati dissimili. E se del Dadaismo Gallenkus riflette la capacità di conferire ad un immagine/oggetto qualunque l’essenza di soggetto artistico, della Pop Art reitera altresì la volontà di estrarre l’oggetto/soggetto della propria arte direttamente dalla cultura visuale della società di massa. Come ben sottolinea Lucy Lippard, attivista e critica d'arte 

    statunitense, infatti, “L'arte pop guarda fuori, al mondo.”1, e non c’è niente di più vero se si osservano le opere di Ugur Gallenkus.

    L’artista da una parte utilizza soprattutto delle fotografie scattate da alcuni fotoreporter nelle zone critiche del mondo, dall’altra delle immagini tratte dal web. In pochi anni Gallenkus ha dato vita ad un suo linguaggio universalmente comprensibile, fatto

    dall’accostamento paritario di queste immagini che sono simili esteticamente ma noncontenutisticamente: il risultato, così chiaro e diretto, diventa quindi ancor più paradossale. Le tematiche affrontate da Ugur Gallenkus sono tutte legate all’attualità: guerra, povertà, immigrazione, siccità vengono messe a diretto confronto con il loro opposto, con immagini il più delle volte patinate e tratte dal mondo della pubblicità. Le due immagini, tuttavia, non sono semplicemente in contrasto tra loro, ma si fondono in un’unicum producendo una realtà nuova che riflette la schizofrenia del mondo contemporaneo.

    L’obiettivo è quello di fare riflettere lo spettatore soprattutto sulle disparità esistenti tra realtà privilegiate e oppresse, nella volontà di urtare le coscienze per destarle da un torpore viziato e vizioso ed aprire pacificamente in esse una breccia.