Unseen 2022: il meglio dell’arte della fotografia. Alla scoperta di quattro tendenze della contemporaneità

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Francesco Amorosino - Se si vuole scoprire il futuro della fotografia artistica il posto giusto è Unseen, la fiera che si è svolta ad Amsterdam dal 16 al 18 settembre scorsi. Un’edizione speciale: quella del decennale, che ha visto la partecipazione di 70 gallerie, 65 editori e 12 progetti speciali. Un numero di foto talmente elevato da dare una sensazione di ubriacatura: troppi stimoli, troppe emozioni che riempiono gli occhi e la mente. Ci sono però dei filoni evidenti nelle scelte delle gallerie presenti che possono gettare luce sulle ultime tendenze del medium.

1: Il collage e l’analogico

La Fiera mostra con forza che c’è ancora bisogno di concretezza. In un mondo in cui la fotografia diventa sempre più virtuale, Unseen presenta stampe di grandissima qualità, con un’attenzione all’analogico e a tecniche antiche, come, ad esempio, le bellissime stampe in carta salata dello svizzero Douglas Mandry, presentato dalla galleria Bildhalle. Un lavoro che non è solo estetico, ma di alto livello concettuale: parte, infatti, da repliche realizzate con una stampante 3D di coralli importati illegalmente e bloccati al confine svizzero. Questi oggetti sono poi fotografati con dei falsi sfondi naturali, come se fossero diorami in un museo. L’uso della carta salata si sposa alla perfezione con l’opera sia per i toni leggeri e rosati, sia per l’uso del sale dell’Oceano Atlantico.

La tridimensionalità è esplorata anche nei lavori di Jacqueline Woods, semplici e meravigliosi al tempo stesso. Presentate dalla Duncan Miller Gallery, le opere consistono in foto vintage arrotolate in dei tubicini e accostate tra di loro. L’effetto è quello di un gioco, ma anche di una reinterpretazione del vintage in modo contemporaneo. Dalla collaborazione tra Justin Dingwall e Roman Handt sono nati dei lavori a metà strada tra la fotografia e la fiber art esposti dalla galleria belga Inside-out. Splendidi ritratti di donne sudafricane, stoffe ed elementi moderni come gli aeroplani creano dei pezzi unici molto raffinati.  

Dei collage come questi sono solo un esempio dei tanti presenti in fiera, dove il riuso di foto d’archivio o vernacolari è una tendenza molto forte. Basti vedere, ad esempio i lavori dell’ungherese Kira Krász presentata dalla belga Hangar o di Gert Motmans presso la Ingrid Deuss Gallery, anch’essa belga.

2: L’astrazione e il colore

Un’altra tendenza molto presente è quella verso foto astratte, oniriche, più simili a quadri che a qualcosa di reale. Un distacco dalla rappresentazione figurativa che spesso comporta l’uso di pigmenti, muffe o altri elementi naturali fotografati con obiettivi macro e resi qualcos’altro. Ne è un esempio il lavoro di Tjitske Oosterholt presentato dalla Contour Gallery di Rotterdam, dove processi naturali in cui vari fluidi si mischiano sono bloccati dallo scatto in un istante irripetibile. Questa galleria ha un interesse spiccato per questo genere di lavori: basta guardare le bellissime stampe analogiche di Silvia de Giorgi o le splendide nature morte di Margriet Smulders, brillanti e piene di colore, tanto da diventare quasi astratte piuttosto che figurative. Rimanendo sullo still life troviamo il lavoro all’incrocio tra scultura, fotografia e pittura di Erin O'Keefe presentata dalla Albada Jelgersma Gallery di Amsterdam.

3: L’Africa 

L’uso dei colori sgargianti ci porta a un altro filone evidente nella selezione delle gallerie: l’interesse per l’Africa. Che questo continente sia sotto i riflettori lo dimostra l’enorme e complessa esposizione presso il museo Foam delle opere del fotografo marocchino, presente anche in fiera presso la Loft Art Gallery di Casablanca. Un lavoro che gioca sul ritratto, sui simboli del consumismo reinterpretati e trasformati grazie a colori intensi e sfondi naturali. Inoltre la presenza di figure avvolte in stoffe e teli monocrome crea fantasmi contemporanei in paesaggi maestosi.

Simile, ma più giocoso, è il lavoro del ghanese Derrick Ofosu Boateng presso la già citata galleria Inside-Out e presso la Homecoming gallery e piene di colori e di geometrie africane sono le foto della kenyiota Thandiwe Muriu presso la 193 GALLERY. Anche l’ivoriano Malike Sidibe è presente in fiera con delle foto dallo spiccato gusto fashion dopo essere salito alla ribalta per aver fotografato il movimento Black Lives Matter.

4: Le nuove tecnologie

Non poteva mancare un focus sulle nuove tecnologie, presenti soprattutto nella mostra collaterale Unbound dedicata a installazioni multimediali. Qui forse il salto è troppo lungo: la fotografia si ibrida così tanto da diventare video e realtà virtuale. Possiamo ancora chiamarla fotografia? Forse è questa la domanda che provoca questa mostra. La grande novità degli ultimi anni, l’NFT e la nascita della cryptoarte, non trova uno spazio molto ampio per una scelta precisa di Unseen di avere un approccio curatoriale grazie alla partnership con la piattaforma Unveil che affianca NFT a stampe reali delle opere.  

L’Italia

La presenza italiana in fiera è molto piccola, quasi inesistente: mentre nel bookmarket troviamo case editrici italiane (Homie House Press da Milano; L'Artiere da Bologna; RORHOF da Bolzano), nessuna galleria nostrana è presente in fiera e pochissimi sono gli artisti italiani in mostra. Bisogna anche dire che la maggior parte delle gallerie presenti sono olandesi o belghe, ma dispiace non vedere il nostro Paese rappresentato. 

Unseen si dimostra comunque ancora una volta una finestra privilegiata per guardare dove sta andando il mondo delle immagini e scoprire tante nuove idee, stili, mode e arrivare a spingersi ancora oltre, immaginando il futuro di questo medium che ha ancora tanto da esprimere.