
Da decenni orchestre ed ensemble hanno visibilità solo nella bolla della musica classica – risultando quindi invisibili. Anziché suscitare curiosità, la macchina fotografica assolve al suo ruolo di organo esecutivo di autopromozione ritualizzata o di documentazione occasionale. Il risultato non va oltre la semplice attestazione fotografica delle prestazioni, lasciando il pubblico con un’indifferente «Ah, avete fatto le prove?».
Questa mostra è il rifiuto del linguaggio visivo fossilizzato che preferisce imporre il proprio significato piuttosto che lasciarlo emergere.
Il fotografo di Salisburgo Sven-Kristian Wolf contrappone alla routine visiva di questo settore l’estetica dell’incontro immediato. Le sue fotografie, premiate a livello internazionale e scattate dalla Carnegie Hall e il Concertgebouw, al Mozarteum e la Elbphilharmonie – non documentano la genesi della musica classica. Le danno visibilità.