
“Kodrok ci invita a entrare in questa zona di mezzo: a fare un passo dentro il glitch, dove i confini tra reale e virtuale si confondono, e dove prende forma un’altra architettura – fatta di memoria, gioco e sopravvivenza.” Ibrahim Nehme
Il progetto nasce da un percorso di ricerca a Beirut e nei campi profughi palestinesi e siriani in Libano, dove Rä di Martino ha documentato gaming rooms e spazi quotidiani, luoghi di incontro e resistenza segnati dalla precarietà.
Attraverso un processo di trasformazione digitale, queste immagini si trasfigurano in ambienti tridimensionali instabili e distorti, in bilico tra memoria concreta e reinvenzione immaginaria.
La mostra è accompagnata da un testo di presentazione di Ibrahim Nehme, direttore del Beirut Art Center dove l’artista ha da poco concluso la mostra “Electric Whispers”.
Rä di Martino (Roma, 1975) sin dalle prime opere ha individuato come centro del proprio interesse il rapporto tra la realtà e la finzione, ponendo l’attenzione sull’assurdità della loro rappresentazione. Partendo dal suo background nel teatro e nel cinema, di Martino individua i meccanismi di costruzione della finzione per metterli a nudo, testarne la resistenza al disvelamento del loro inganno. Attraverso un’articolata produzione composta dal lavoro fotografico e video e con l’ausilio di un sostanzioso apparato letterario e musicale, fatto di citazioni e rimandi colti, l’artista osserva la relazione che la memoria e le dinamiche private e mentali dell’individuo contemporaneo instaurano con la cultura bassa diffusa dai media.
BIOGRAFIA
Rä di Martino è nata a Roma e ha studiato a Londra, dove si è diplomata con un MFA alla Slade School of Art. Ha vinto una borsa di studio alla Columbia University e ha trascorso cinque anni a New York prima di tornare in Italia. La sua ricerca esplora il passaggio del tempo e le discrepanze tra narrazioni epiche ed esperienze vissute. Le sue opere spesso bilanciano pathos e distacco, interrompendo la sincronia tra immagine e testo. I suoi film, le sue installazioni video e le sue fotografie sono stati presentati in istituzioni e festival tra cui MoMA PS1 (New York), Tate Modern (Londra), NiMK Netherlands Media Arts (Amsterdam), MCA (Chicago), Palazzo Grassi–Punta della Dogana (Venezia), Artists Space (New York), Museion (Bolzano), Magasin (Grenoble), Biennale di Busan, Manifesta, Torino Film Festival, Kino der Kunst (Monaco), Viper Basel e Transmediale (Berlino). Nel 2014 ha presentato il suo primo documentario di media lunghezza The Show MAS Go On alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, vincendo il Premio Gillo Pontecorvo, il Premio SIAE e un Nastro d’Argento come Miglior Documentario. Nel 2018 il suo primo lungometraggio Controfigura—vincitore dell’Eurimages Lab Award—è stato presentato in anteprima alla Mostra di Venezia ed è stato candidato al Nastro d’Argento. Nel 2018–19 ha vinto il MIBAC Italian Council Award e ha sviluppato l’installazione e il libro Afterall, presentati al Mattatoio (Roma) e al Kunstmuseum St. Gallen (Zurigo, 2020). Nello stesso anno, la sua personale al Museo del Novecento di Firenze, con l’opera L’eccezione, ha ricevuto il primo Lio Capital Award. Nel 2021 ha diretto il documentario sperimentale Fuori dai teatri, ispirato all’archivio del Teatro di Pontedera. Nel 2022 ha presentato mostre personali al Forte Belvedere (Firenze) e alla Torre Matta (Otranto) con un nuovo lavoro su Carmelo Bene, commissionato dal Museo Castromediano di Lecce / Archivio Carmelo Bene. Mostre recenti includono Kant Can’t Can-Can presso Fondazione Giuliani, Roma (2025), Electric Whispers al Beirut Arts Center e a Fotografia Europea, Reggio Emilia (2025), PLAY IT AGAIN al Forte Belvedere – Museo Novecento, Firenze (2023), e Premio Acacia al Museo del Novecento, Milano (2020). Attualmente sta sviluppando il suo secondo lungometraggio Ya & Niki, una coproduzione italo–franco–libanese–egiziana.