
Il progetto presenta una selezione di lavori realizzati a New York tra il 2019 e il 2025, in cui la giovane artista indaga la dimensione visiva e percettiva della metropoli contemporanea attraverso un linguaggio cromatico intenso e riconoscibile. Le immagini, costruite con flash diretto e inquadrature ravvicinate, restituiscono frammenti di realtà in cui l’ordinario si carica di una qualità inattesa, sospesa tra immediatezza e costruzione.
Nel lavoro di Buricelli, il colore diventa un dispositivo selettivo che orienta e destabilizza lo sguardo, filtrando l’eccesso visivo dello spazio urbano. In questo contesto, la città emerge come un sistema saturo di immagini e stimoli, in cui il consumismo non è solo sfondo ma struttura stessa dell’esperienza visiva, capace di modellare desideri, comportamenti e percezioni.
Una parte delle opere in mostra è tratta dal libro Don’t Feed the Animals(Eyeshot Magazine, 2024), in cui l’artista riflette sugli effetti del capitalismo avanzato sul paesaggio urbano.
Lucia Buricelli. Nata a Venezia nel 1994, si è formata tra Italia e Stati Uniti, frequentando il corso di fotogiornalismo presso l’International Center of Photography di New York. Partendo dalla street photography, la sua ricerca si è progressivamente orientata verso una pratica più consapevole della costruzione dell’immagine, mantenendo al centro un interesse costante per lo spazio urbano come campo di forze visive e sociali. L’uso del colore e del flash contribuisce a definire un’estetica riconoscibile, capace di isolare e intensificare la densità visiva del reale. Le sue opere sono state pubblicate su importanti testate internazionali quali The New York Times, The New Yorker, Time, Vogue e Financial Times, ed esposte in numerose mostre in Europa e negli Stati Uniti, tra cui Photoville a New York nel 2025 e una personale presso New Collectors Gallery nel 2022.