
KENE mette radici nasce dal desiderio di consolidare il legame con il territorio e con il quartiere Esquilino, luogo che ospita lo Studio e ne accompagna quotidianamente la pratica.
Il progetto prende avvio da un reportage collettivo sul quartiere, realizzato in momenti e orari differenti, come primo gesto di osservazione e ascolto.
Ogni studente è chiamato a proporre la propria visione, contribuendo alla costruzione di un racconto corale capace di restituire la complessità del luogo: uno spazio attraversato da persone, storie e realtà eterogenee, con le quali KENE intende instaurare un dialogo sempre più profondo e sinergico.
Accanto a questa indagine condivisa, ogni allievo porta con sé una storia che si estende oltre i confini dell’Esquilino. Ne nasce così un’esplorazione urbana più ampia, che attraversa Roma seguendo il vissuto personale di ciascun autore e ciò che ognuno ritiene significativo da osservare e trasformare in immagine.
“Ripercorrere le stesse vie con uno sguardo fotografico è stato diverso e più difficile: ho dovuto cercare il bello in luoghi che vedo ogni giorno. Questa difficoltà però mi ha spinta a impegnarmi di più e a guardare con maggiore attenzione. Mi ha fatto riscoprire la ricchezza dell’Esquilino, che pur conoscendo già, rimane un quartiere stupendo e profondamente multietnico.
Sara (partecipante Studio KENE)
Le fotografie in mostra raccontano l’essenza di un territorio osservato attraverso lo sguardo curioso dei fotografi, un luogo dinamico dove immergersi in culture e stili di vita differenti, proprio come avviene all’interno di KENE. Gli allievi provengono infatti da contesti diversi e portano con sé culture legate ai rispettivi paesi di origine, elementi che arricchiscono il laboratorio e lo rendono uno spazio di crescita, confronto e scambio.
Se il territorio diventa linea guida e tema unificatore del racconto visivo, la libertà espressiva rimane centrale, ogni fotografo conserva la propria autonomia, lasciando allo sguardo di chi osserva il compito di individuare affinità, contrasti e connessioni tra mondi differenti che convivono all’interno di un unico grande involucro, KENE.
Le storie si intrecciano, si sovrappongono e si rispecchiano, dando forma a una mappa fotografica al tempo stesso intima e collettiva, il ritratto di un luogo vissuto come individui e come aspiranti fotografi.
La pratica di KENE è profondamente legata al territorio, inteso come spazio da attraversare, osservare e reinterpretare quotidianamente attraverso la fotografia, alla ricerca di nuovi significati che emergono solo grazie all’attenzione e all’immaginazione.
Ma KENE non esiste senza il suo pubblico. Per questo la mostra si apre a un gesto partecipativo: un’opera collettiva in continua costruzione. Il pubblico è invitato a prendere parte al mosaico fotografico partecipato: una Polaroid diventa strumento di incontro e contributo, tassello di un’opera condivisa che si fa simbolo dell’“ecosistema KENE”. Un invito a creare legami, intrecciare storie, mettere radici.
KENE mette Radici è un progetto promosso dal Museo MACRO, nell’ambito della rassegna UNAROMA OFF.
Studio KENE
Studio KENE è un progetto ideato e realizzato dal fotografo ivoriano Mohamed Keita: un laboratorio permanente di fotografia dedicato a giovani aspiranti fotografi.
Il progetto nasce nel 2017 nel quartiere di Kanadjiguila, periferia est di Bamako, con il sostegno della Fondazione Beta ETS. Il nome KENE, che in lingua mandinga significa “Spazio”, sottolinea l’identità di questo luogo: non solo laboratorio di fotografia, ma anche spazio di condivisione, relazione sociale e possibilità di crescita.
Studio KENE è uno spazio educativo che utilizza la fotografia come esperienza chiave, ma che al tempo stesso si propone come luogo di scambio di esperienze, pensieri e conoscenze.
Dal giugno 2022 Studio KENE ha inaugurato una sede anche a Roma, nel quartiere Esquilino, città in cui Mohamed vive e lavora da tempo, mantenendo intatto lo spirito originario del laboratorio di Bamako.
Negli anni, parte del lavoro realizzato nello Studio KENE è stato presentato in importanti contesti espositivi:
– Scatti Liberi. L’Africa negli occhi dei bambini presso l’Auditorium Parco della
Musica di Roma, 2018;
– KENE/Spazio presso il Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci di Prato, 2020;
– KENE/Spazio presso il Museo Archeologico Nazionale di Napoli, 2020;
– Studio Kene presso EUR Photo Project, Roma 2022;
– KENE: didascalie d’autore presso i Musei Civici di Reggio Emilia, 2022;
– Vicino/Lontano. Viaggio alla scoperta del Patrimonio Culturale e Naturale dell’immigrazione in Italia presso Palazzo delle Esposizioni, 2022;
– KENE/Bamako. Lo sguardo dei giovani di Kanadjiguila presso La Vaccheria di Roma, 2025.