
Inaugurazione: 19 Marzo 2026 ore 18 – 21
a cura di Francesco Zanot
Il lavoro di Carlo Valsecchi unisce in un amalgama unico scienza, fantascienza e sogno. Le sue immagini appaiono insieme come prove documentarie e fotogrammi tratti da un film ambientato in un futuro prossimo e indefinito. Combina le atmosfere ipnotiche del libro Evidence (il capolavoro di Mike Mandel e Larry Sultan) con gli spazi fuori dal tempo modellati da De Chirico e le stupefacenti ambientazioni di 2001: Odissea nello spazio, che non a caso alterna freddi interni di astronavi e stazioni spaziali con la rovente polvere del deserto.
Non è chiaro cosa stia accadendo nei luoghi in cui queste fotografie sono state realizzate, né quello che è successo prima dell’arrivo del fotografo. Cos’è quel buco che sembra inghiottire tutto ciò che lo circonda tanto da galleggiare in un campo perfettamente bianco? E quelle forme geometriche a metà tra un videogame dello scorso millennio e un dipinto di Agnes Martin? Da quale punto di vista è stata ripresa l’immagine che mostra la terra ardere e spaccarsi sotto una coltre di fumo? Forse non sarebbe nemmeno così importante porsi queste domande se la sensazione dominante non fosse quella di trovarsi sull’orlo di un collasso (Armageddon), o al contrario di una grande ricomposizione. Pure nel mezzo di un tempo sospeso (non c’è traccia di alcun evento, nessun istante decisivo), di fronte a queste opere si ha la sensazione di osservare qualcosa di essenziale, assoluto, imprescindibile.