Vivere la fotografia a Roma

Domenica, 12 Maggio 2019 13:51

Periferie a confronto

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dall'11.05.2019 al 02.06.2019

Il Mitreo Arte Contemporanea

  • Autore: Sara Aguzzoni, Andrea Boccalini, Roberto Cavallini, Aldo Feroce, Alessandro Fornaci, Yuliya Galycheva, Monica Melani, Maria Semmer
  • Data Inizio: 11.05.2019
  • Data Fine: 02.06.2019
  • Dove: Il Mitreo Arte Contemporanea
  • Indirizzo: Via Marino Mazzacurati, 61
  • Orari: lunedì - venerdi 15.00/20.00
  • Ingresso: libero
  • Tel. / Mob.: 3939593773
  • E-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
  • Descrizione Evento:

     

     

     

     

    In occasione del Forum 2019 “Corviale rigenera con il Futuro”, che si terrà il 10 e 11 maggio p.v., Il Mitreo- ArteContemporanea propone una mostra di fotografie, istallazioni e social art, a cura di Monica Melani.

    Un racconto profondo della periferia romana ed in particolare del Nuovo Corviale, fatta di persone e luoghi, attraverso le opere di otto artisti che, con il loro obiettivo ed originale punto di vista, arricchiscono di particolari, storie, visioni e realtà, un immaginario spesso impietoso su questa parte di città, andando ben oltre le parole.

    Allo sguardo degli artisti contemporanei si affianca una mostra per conoscere il passato di questa parte di città attraverso il lavoro di ricerca ed il progetto storico-fotografico “C’era una volta...il Quadrante Corviale” di Brigitte Cordes e Cinzia Galeota nonché una prospettiva sul futuro con alcune tavole ed un modello del progetto “Rigenerare Corviale” di Laura Peretti, vincitore del Concorso Internazionale e selezionato per la Biennale Architettura 2018, e del progetto “Km verde” di Guendalina Salimei, per la riqualificazione del cosiddetto quarto piano, reso celebre dal famoso film “Scusate se esisto!”, e avviato nel gennaio scorso dopo oltre un decennio di attesa, anche grazie all’impegno appassionato della comunità che ha sempre creduto nella possibilità di far partire i lavori... nonostante tutto.

    SARA AGUZZONI

    Approfondimenti:

    Sara Aguzzoni, da oltre 10 anni lavora nel campo della comunicazione. Fotografa. Tre volte mamma.

    Presenta il progetto #rigenerazionecorviale - Luogo di attesa, di desiderio e di rigenerazione.
    Scrive: “ Corviale per me è anche questo, e contrapponendo le linee morbide e tonde delle "future" mamme alle rigide geometrie del Serpentone, con un bianco e nero contrastato, ho immaginato di raccontare così questa realtà poliedrica, dove disillusione e aspettativa, chiusura e potenzialità convivono.
    Il progetto nasce dalla diretta esperienza del consultorio Asl di Corviale, ed è stato possibile grazie alla disponibilità delle mamme in attesa, incontrate nelle attività di accompagnamento alla maternità promosse dal consultorio stesso”.

    ANDREA BOCCALINI

    Fotografo Quarantenne ha iniziato la propria attività da professionista con il reportage lavorando in diversi progetti in Guatemala, su lavoro minorile e movimenti di resistenza campesina contro lo sfruttamento delle risorse minerarie. Progetti che sono sfociati in una mostra per l'Onu dei giovani e per la pubblicazione “Conflictos mineros y pueblos indigenas en Guatemala” di Joris van de Sandt. Dopo il reportage è subentrata la passione per la fotografia di scena teatrale e jazz e per la ritrattistica. Negli ultimi tre anni ha collaborato con riviste nazionali ed internazionali (New York Times, New York Post, Repubblica, Jazztimes, Downbeat, Rolling Stones, Musica Jazz e molte altre) e ha scattato le immagini di quasi 200 dischi. Annovera tra le sue collaborazioni foto di booking e dischi con: Paolo Fresu, Fabrizio Bosso, Enrico Rava, Enrico Pieranunzi, Horacio el Negro Hernandez, Oregon, Antonio Sanchez, Paul Motian, Michael Blake, Antonello Salis, Giovanni Guidi, Giovanni Hidalgo, Dino Saluzzi, Michael Blake, Roy Hargrove, Roberta Gambarini, Anja Lechner, Giovanni Falzone, John Taylor, Jeff Ballard, Steve Lehman e molti altri. Mentre in teatro oltre a seguire produzioni indipedenti, ha lavorato con Peter Stein nella sua rilettura dei “Demoni”, Maddalena Crippa e Vincenzo Schino. Recentemente ha lavorato in diverse produzioni pubblicitarie insieme al regista Michael Haussman. Da sei anni segue con la fotografia storie ai margini, riportando al centro la dignità delle persone che vivono in contesti periferici, periferia urbana e periferia sociale. Inoltre è attivo come fotografo per campagne pubblicitarie e di corporate, tra i suoi clienti; Huawei, Samsung, Pirelli, Galbani Francia, Ducati e Lavazza. E’ stato ospite con WS, seminari e mostre in alcuni tra i più importanti festival di fotografia tra cui il Photolux festival. E’ stato il primo ambassador Leica Italia. Ha tenuto WS e collaborato per il progetto arte nelle scuole con la fondazione MAXXI. Consulente scientifico per il programma di Sky Arte “Master of Photography”. E’ stato votato come miglior fotografo di jazz Italiano per il quinto anno consecutivo in occasione del readers poll jazzit award.

    Presenta il suo reportage fotografico su Corviale - Il Corviale è un villaggio-grattacielo orizzontale a Roma dove si incrociano le vite di oltre seimila persone; progettato negli anni ’70, avrebbe dovuto rappresentare

    la messa in atto di un concetto innovativo di edilizia, l’utopia dell’edilizia popolare in spazi collettivi. Tale utopia dei progettisti è rimasta però irrealizzata e su di essa hanno preso il sopravvento le esigenze abitative impellenti dei cittadini che hanno portato all’occupazione abusiva degli spazi, il diffondersi dell’eroina e della microcriminalità connessa allo spaccio. Ciò ha portato all’isolamento del Corviale e lo ha reso, nell’immaginario collettivo, una zona maledetta, preda della violenza e del degrado. Con il suo reportage Boccalini ci mostra però una realtà diversa in cui il degrado urbanistico, politico, istituzionale, non è anche necessariamente degrado umano. Ci è riuscito cambiando prospettiva, mettendo il palazzo sullo sfondo e togliendolo così dal ruolo di protagonista, rendendolo lo scenario, duro, spesso doloroso, su cui si muovono migliaia di vite e di storie. In cui si muove una comunità. Una comunità che seppur nata dalla condivisione di dolore, dall’emarginazione e dalle difficoltà economiche, e che anche se frastagliata, ha delle basi solide.

    ROBERTO CAVALLINI

    Nasce a Roma nel 1950.
    Si laurea in Sociologia, nel 1979, con lode presso l’Università La Sapienza di Roma. Consegue un Master in New Media e Comunicazione, nel 2000, presso l’Università Tor Vergata di Roma. E’ iscritto all’Ordine Nazionale dei Giornalisti dal 1996. Inizia a fotografare dal 1979 collaborando dall’anno successivo con le più importanti testate italiane. E’ stato critico fotografico dell’inserto Media de l’Unità e collaboratore di Diario. Ha partecipato a numerose mostre collettive e personali e a due edizioni del festival internazionale di Fotografia di Roma. E’ stato professore a contratto di Storia dei Linguaggi fotografici nel corso di Laurea in Scienza dei Media e della Comunicazione e di Fotografia della Moda presso il Corso di Cultura della Moda presso l’Università di Tor Vergata di Roma. Ha curato mostre per l’Uniroma2 e per l’Ateneo di Bari. www.robertocavallini.eu

    Presenta il progetto “PEEP” - una indagine fotografica sugli interventi del Piano di Edilizia Popolare a Roma, Nuovo Corviale, Tor Bella Monaca, Tor Sapienza, Laurentino 38, etc., etc. Un lavoro durato dal 1984 al 1999 circa ed uscito, anche se incompleto su numerose pubblicazioni. Nel 1999, d’accordo con la sociologa Nicoletta Campanella, fu presentato come riflessione collettiva, nella sala della protomoteca del Campidoglio, insieme alla sua ricerca su Corviale.

    Scrive: “Si trattava ora, per me che avevo cominciato ad interessarmi di fotografia, di intraprendere un “Nuovo Grand Tour”, di esplorare la nuova periferia, di percorrere tragitti nuovi, obbligati da muri di cemento a vista, senza intonaco, dove per lasciare un segno non basta la punta di un ferro, di un chiodo arrugginito o il tratto di un gessetto di scuola, ma servono i colori forti dei graffiti. Si trattava di attraversare spazi nati da un progetto, da un piano, il Piano di Edilizia Economica e Popolare, il Peep. Si trattava di salire e scendere scale interminabili, di seguire le indicazioni degli appartamenti, dei garage, degli ascensori come si seguono quelle negli aeroporti, nelle grandi stazioni, di scoprire teatri e sale di riunione ai piani intermedi o all’aperto con gli spalti a semicerchio ed il palcoscenico in basso con i campi come fondale, si trattava di incontrare le persone, di capire, di ascoltare”.

    ALDO FEROCE

    Ha iniziato a fotografare nel 1976 a 19 anni con una camera a pellicola e da autodidatta ha imparato a stampare in camera oscura, sviluppando pellicole e stampando in bianco e nero. Successivamente, per circa venti anni si è dedicato ai servizi fotografici matrimoniali fino a quando otto anni fa iniziato a dedicarsi ad un genere diverso con l’intento di realizzare qualcosa che potesse soddisfarlo a livello emozionale. Ha quindi iniziato a frequentare i Corsi di Officine Fotografiche a Roma dove ha potuto acquisire la conoscenza della tecnica digitale iniziando un percorso formativo basato su Reportage Editing e Post produzione.

    Ad oggi, tre suoi progetti sono stati pubblicati su riviste di settore: Second Class, Ship Breacking Yard, Compartiendo Esperanzas, Yo soy Fidel, Corviale.
    Yo Soy Fidel medaglia argento al MIFA 2017 e al FIIPA 2017.
    Aci Pistoia 2018 medaglia d’oro

    Premio Eliana Missoni 2018 2° posto
    Fondazione Almagia’ 2019 2° posto
    Yo Soy Fidel è anche una Fanzine con tiratura limitata.

    Scrive l’antropologo Luciano Blasco: “Che idea banale, anzi che grido banale mi ha percorso la mente mentre osservavo le foto di Aldo Feroce, autore a me noto, ma solo perché me ne avevano parlato. Ora, finalmente le immagini. E’ Roma, quell’idea razionale quasi metafisica di trasformare in forme geometriche di nudo cemento il diritto all’abitare. L’equità di un discorso politico e sociale diviene scelta progettuale che doveva dar forma alle lotte sociali, dal costruito informale e spontaneo di necessità. Ma le ragioni di quella lotta, la

    solidarietà estesa a tutti gli strati marginali della Roma delle baracche e dopo, delle occupazioni, diviene il luogo della negazione. Strutture quasi impenetrabili sembrano nascondere l’umano anche se il rendering del progetto raffigurerà persone a passeggio e coppie con i carrozzini ed i bimbi nel parco ordinato. Ma quelle divengono macchie d’inchiostro, il progettista vuole che le sue forme immaginate emergano dal nulla dell’agro romano e lo spezzino da mozzare il fiato. L’umano è l’opera, il cemento, il costruito, l’umano è il pensiero politico che dà ragione a quelle forme, ma l’umano fatto di storie, persone, parole, non c’è, è negato. Irrimediabilmente. Ed il degrado è alle porte. E’ Roma, ma nessuno vuole quel pezzo di città. Per molti però è la speranza di normalità, che non verrà comunque. Ed allora è necessario plasmare il grigio di quel cemento e se proprio tutto debba andare alla malora affinché nessuno di chi vive quei luoghi pensi di essere a Roma, perché sia chiara e netta la differenza, perché il marginale non si illuda di diventare centro, ed allora è necessario che le arene inventate vengano restituite al vuoto che rappresentano, che le strutture nel loro grigio pallore siano piegate alla scritta, all’affresco, allo scarabocchio, ai messaggi, all’ironia, perché non so se è Roma ma è MIO è NOSTRO.

    E Feroce finalmente rompe quei muri e ci fa entrare nelle case, nelle botteghe, nel mondo degli oggetti appesi alle pareti, degli anziani rimasti soli, negli sguardi indagatori ed allora si, è Roma. La metropoli delle mille provenienze che si scontrano, si incontrano, si parlano, si odiano è il coro delle culture di mondi lontani anche se raggiungibili, degli orti per forza e per ragione, della cura meticolosa per un luogo dove fa presto ad emergere la disperazione, perché si gioca a Corviale come nella striscia di Gaza, perché ogni vita vuole essere vissuta [...]”.

    Nel 1991 consegue l’attestato di Maestro d’Arte della Stampa Presso l’Istituto Statale d’Arte Silvio D’amico di Roma sotto le direttive del M.o Pasquale Santoro. Nel 1994 si diploma in maturità artistica con il Prof. Carlo Venturi. Segue dal 2003 il M.o Alfredo Bartolomeoli presso il “KAUS” Centro Internazionale per l’incisione artistica di Urbino, diretto da Giuliano Santini. Nel 2004 è a Milano ad un workshop intensivo sulla lavorazione artistica del fotopolimero con il M.o Dan Welden negli studi di Togo Migneco. Nel 2008 viene invitato negli Stati Uniti per il programma “Artist in residence” promosso dalla CAL State University of Fullerton (CA), esegue nei tre mesi successivi numerosi workshop alla Fullerton University, all’Orange Coast College, al Grand Central Art Center di Santa Ana. Tornato in Italia nella sede della Stamperia del Tevere inizia a fare attività formativa sia a privati che e a studenti dell’Accademia di Belle Arti, tiene numerosi tirocinanti del biennio di specializzazione in grafica d’arte, collabora con altri enti, istituti e accademie organizzando numerosi seminari e workshop sulle tecniche sperimentali della specularità nella controstampa multipla, a studenti della Chapman University (CA). Nel 2009 con il maestro Stefano Pallagrosi da vita al movimento artistico “Consenso Cosmico”. Nel 2011 la sua partecipazione su invito del prof. Massimo Mattioli alla 54° Biennale di Venezia. Nel 2016 Presso i laboratori della Stamperia del Tevere, Laborintus Corviale Arvalia, insegna tecniche tradizionali di Intaglio del plexiglass e del metallo a studenti olandesi in un progetto di scambio culturale promosso dalla comunità europea. Nel 2017 collabora con l’associazione “Ars/Graphica” alla realizzazione del seminario “Graphic Art in Dialogue”, dando dimostrazioni sulle nuove implementazioni della grafica tradizionale, Nel 2018 con la Temple University partecipa al seminario internazionale "L'eterno ritorno" Approfondimento sugli sviluppi della Grafica d'Arte nel panorama romano. Con oltre venti pubblicazioni e centinaia di mostre sia in Italia che all’estero le sue opere sono presenti in selezionate collezioni pubbliche e private: Archivio del Centro Internazionale per l’Incisione Artistica KAUS – Urbino; Collection of Contemporary Art Dep. Chapman University (USA); Archive of Orange Coast College (USA); Archive of CAL State Fullerton University; Grand Central Art Center of Santa Ana (USA); Philobiblon (Roma, Milano, New York). Vive e lavora tra Roma e Los Angeles. www.vantiber.com

    Presenta una installazione. Scrive: “

    ALESSANDRO FORNACI

    (Vantiber), nasce a Roma nell’agosto del 1974.

    Le opere e le matrici incise presentate al Mitreo fanno parte di due

    progetti distinti: "RA PH AE L" - Durante il simposium al KAUS di Urbino nel 2009 "La Continua Fortuna di Raffaello tra gli Incisori" ispirato dalla "Scuola d'Atene" del maestro Urbinate, produssi un libro d'artista, in seguito ho previsto l'aggiunta ad acquaforte del complesso residenziale di Corviale, da sovrapporsi in controstampa al monastero di S. Chiara, sede del Simposium. Questo per mettere in relazione le differenti

    architetture sopra tutto sugli aspetti di linearità ed ellittica, quindi sul concetto di tempo e di spazio; "Normali Anomalie" - Realizzata per la mostra "Carta in Gioco". la Stampa vuole analizzare il concetto di residenza popolare, come quel concentrato di vite in relazione con l'ambiente che le circonda, l'opera pone

    attenzione particolare agli aspetti di manipolazione artificiale dell'atmosfera e del clima.

    YULIYA GALYCHEVA

    Nata a Kiev, Ucraina; vive e lavora tra Italia e Francia dal 2003. Dopo essersi laureata con Bachelors Degree in Fine Arts negli Stati Uniti, nel 2003 si trasferisce in Italia e consegue la laurea Triennale in Architettura presso l’Università La Sapienza – Facoltà di Architettura Valle Giulia di Roma. Durante i 4 anni di lavoro in un grande studio di architettura lavora contemporaneamente part-time come fotografa, e nel 2010 abbandona la carriera da architetto per dedicarsi completamente alla fotografia ed alla direzione artistica. Un importante contributo alla sua formazione è stata la possibilità di assistere alcuni tra i migliori fotografi nell’industria della moda come Mert & Marcus e altri importanti collaborazioni con Elisabetta Claudio per Vogue e Dennison Bertram per Marie Claire Magazine. https://www.instagram.com/yuliyagalycheva/?hl=it

    MONICA MELANI

    Diplomata all’Accademia di Belle Arti di Roma e con un Master in Cromoterapia presso l’Istituto di Psicosomatica Riza di Bologna, dal 1981 ha indagato le dinamiche fisiche e metafisiche del processo creativo, alla ricerca “dell’invisibile filo che tutto unisce e di un’arte al servizio dell’essere umano”, culminata nel 1999 con quello che nel 2010 chiamerà metodo melAjna®, in grado di stimolare e facilitare i naturali processi di trasformazione e crescita consapevole ed una ritrovata armonia psicofisica e delle relazioni con l’ambiente. Dal 1980 espone opere di pittura, scultura, istallazioni, video, performance e social art. Dopo un decennio di lavoro c/o le PMI, nel 2007 avvia la realizzazione della sua opera più complessa, Il Mitreo di Corviale, con l’intento di creare un luogo/opera di aggregazione, sviluppo e visibilità delle risorse creative della Roma Contemporanea che interagisse in modo attivo con il territorio, determinandone nel tempo la sua trasmutazione e valorizzazione. Nel 2011 fonda l’Ass.ne Culturale MitreoIside, per diffondere la cultura olistica e l’arte di vivere con creatività attraverso la sperimentazione di nuovi modelli di coesione, partecipazione, organizzazione e vissuti sociali, nonché la Libera Scuola di Arti Applicate Metodo MelAjna®, per operatori e counselor olistici ad indirizzo artistico sensoriale e di servizio alla persona, di cui è direttrice. Nel 2012 è invitata a presentare il suo metodo al workshop “Lo Spirito dell’Acqua” presieduto dal Dott. Masaru Emoto conosciuto in tutto il mondo per le sue ricerche, libri e foto sui cristalli e memoria dell’acqua – San Benedetto Del Tronto. Nel 2013 è invitata al XL Premio SULMONA e nel 2015 al Premio Limen Arte, c/o la Camera di Commercio di Vibo Valentia, che oltre ad acquisire una sua opera la incarica di realizzare un workshop per le aziende. Dal 2018 e’ nel Team di ricerca del progetto Egocreanet ONG Incubatore Università di Firenze, che aggrega un cluster di ricercatori provenienti da varie discipline, con l’intento di unificare, in una condivisa concezione, attività basate sulla “energia vitale ed i corpi sottili” e l’evoluzione contemporanea della “biologia- quantica”.

    Nell’ambito delle azioni e creazioni di opportunità di rigenerazione del territorio di Corviale, ha creato insieme a 40 esercizi la Rete di Imprese Co&Ca, di cui è Presidente, nonchè occasioni per far interagire gli artisti nel vivo della questione sociale ed abitativa, in un momento di profonda e sensibile trasformazione degli equilibri ormai trentennali sul territorio. www.monicamelani.org www.metodomelajna.it

    Scrive: “Ho vissuto la realtà di Corviale per alcuni anni molto da vicino, collaborando con "Laborintus". Come fotografa che si occupa anche di moda ho spesso usato le incredibili varianti prospettiche che questa monumentale opera architettonica offre, come scenografia per alcuni set, o all'interno di laboratori d'arte, mettendo in relazione la moda con un particolare spaccato umano, unico per il suo genere mutevole, comunque sempre armonico con la luce”.

    Presenta due istallazioni ed una esperienza di social art.

    “Meta-Morfosi Corviale”. Scrive: “La coincidenza fra il percorso e l’obbiettivo è insito nella struttura stessa delle cose di cui le forme sono espressione. Corviale è la sua storia: attraverso fasi, metamorfosi e stati di coscienza, sta trasmutando per “darsi nuova forma“, anche grazie al costante impegno di uomini e donne, ancora disposti a mettersi in gioco, in modo nuovo e più creativo”. “Archetipi viventi“: opera con cui l’artista riafferma la centralità dell’essere umano (corpo fisico, energetico e delle memorie) in ogni processo di rigenerAzione, quale archetipo vivente recante in sé una unicità ed originalità il cui valore si amplifica dall’incontro con gli altri. I singoli ritratti fotoenergetici di cui è composta l’istallazione, sono il frutto di una ricerca/laboratorio/archivio ancora in divenire, realizzati dall’artista con una tecnica personalissima denominata metodo melAjna®. L’assemblaggio a stella ha il fine di indicare i protagonisti della rinascita di questo territorio e la crescita di consapevolezza collettiva della loro forza come unità, come riferimento e nuovo orientamento per chi ricerca nuovi sistemi di pensiero, relazioni, rigenerazione sociale, urbana ed evolutiva “dal basso”. Il progetto laboratorio è stato avviato nel novembre 2013, durante il Forum Corviale "La forza nel Segno" promosso dal Mibact , con l'intento di realizzare il “primo data base energetico”, ritraendolacoraggiosaevivacecomunitàdiCorviale che“mettendocilafaccia,lapropriastoriaedenergia”, sta mettendo in rete sogni, aspirazioni e volontà di trasformazione, ridisegnando ed arricchendo ogni giorno di progettualità e concretezza il suo territorio, concepito come summa delle potenzialità individuali e di una visione collettiva sempre più condivisa, ribaltando stereotipi, vincoli e limiti ormai più che trentennali. Il data base annovera fra gli altri i ritratti fotoEnergetici di Paola Cortellesi e Riccardo Milani (2014), della Presidentessa della Camera Laura Boldrini, del Capo della Polizia Franco Gabrielli (2016) e di Gianluigi Paragone, giornalista de La7 (2017), realizzati durante le loro visite a Corviale. Nel giorno dell’inaugurazione l’artista inviterà alcuni cittadini a partecipare ad una esperienza di social art al fine di contribuire attivamente all’opera “L’Energia di Corviale”.

    MARIA SEMMER

    Nasce a Rothenburg ob der Tauber, in Germania, nel 1979.
    La sua vita e la sua carriera artistica si svolgono alternando periodi in Germania a periodi in Italia. I suoi studi artistici si svolgono in città dal respiro internazionale quali Norimberga, Berlino e San Pietroburgo, e si focalizzano sul graphic design e sulla fotografia.
    Nel 2006 Maria si trasferisce a Roma, entrando in contatto con artisti locali, vivendo così nuovi stimoli creativi.
    Il suo lavoro si evolve ulteriormente quando inizia a realizzare performances di tipo individuale, immergendosi spesso in luoghi naturali coi quali si fonde al punto da confondersi fra gli elementi, diventando parte di essi. A volte le sue performances si svolgono in luoghi urbani abbandonati, che si limitano ed evocare tracce di vita ormai passata. Naturalmente non sono mancati progetti di interazione fra la fotografia, che è spesso anche soggetto delle sue opere, ed altri soggetti.
    Negli anni, le opere di Maria Semmer sono state regolarmente esposte presso musei e gallerie in mostre collettive, anche se non sono mancate mostre personali, tra cui: “Crepuscular” presso il MUSPAC, Museo Sperimentale d’Arte Contemporanea (L’Aquila), “Sanctuary”, presso la galleria Gallerati (Roma), “Dreamers”

    presso la galleria Hybrida contemporanea (Roma), “Secret Garden” presso la Galerie im Burggarten (Rothenburg ob der Tauber, Germania). Infine, le sue opere sono state pubblicate anche in riviste tematiche, su cataloghi e libri fotografici. www.mariasemmer.com

    Presenta alcune opere del progetto “Corviale”. Scrive: “Il progetto "Corviale" è stato realizzato durante una visita casuale ad una amico che ci vive, era il 2016 e mi ero recata li senza una precisa ragione artistica. Fui immediatamente attratta da quelle architetture così particolari e dall'atmosfera che si creava con il contesto umano che le abitava. Decisi di prolungare il mio soggiorno e iniziare questo documentario fotografico, l'interazione e la conoscenza delle persone che vivono in questo edificio è stata la cosa più affascinante, analizzare e confrontarmi con così tante realtà diverse tra loro ma che coesistono in una interazione incredibilmente variegata, fatta di infiniti punti di vista, tanto che il progetto è ancora in sviluppo”.

    “C’ERA UNA VOLTA...IL QUADRANTE CORVIALE”, A CURA DI BRIGITTE CORDES E CINZIA GALEOTA

    La mostra fotografica, inaugurata a novembre 2013 in occasione del secondo Forum Corviale, porta il visitatore alla scoperta di siti sconosciuti, scorci sorprendenti e luoghi ormai cancellati dai profondi cambiamenti urbanistici. Via della Magliana con l'antico Bosco degli Arvali, le Catacombe di Generosa ed il Castello della Magliana; la borgata del Trullo e le sue vecchie fabbriche; il polmone verde della Tenuta dei Massimi e della Valle dei Casali; Via di Casetta Mattei, Villa York e Forte Bravetta; la Parrocchietta su via Portuense ed il borgo Somaini; infine il complesso di fattorie, casette e conventi che costituirono in origine il quartiere Corviale. Un’esperienza unica che raccoglie i ricordi degli abitanti del quartiere e dona visibilità alle loro storie attraverso le fotografie.

    L'idea è nata a seguito di alcune interviste delle due curatrici fatte agli abitanti nel Quadrante di Corviale in occasione del primo ForumCorviale 2012.

    Dopo minuziose ricerche di materiale fotografico e numerosi incontri, ecco il risultato: 23 tavole ricche di dettagli che raccontano la storia, la trasformazione e la vita degli abitanti del territorio. https://www.youtube.com/watch?time_continue=9&v=H8iY8jIUW1Q

    PROGETTI “RIGENERAZIONE CORVIALE”

    LAURA PERETTI si è laureata al Politecnico di Milano, dopo un percorso parallelo di lavoro e formazione svolto dapprima in Italia e successivamente in Portogallo, dove ha vissuto per otto anni. Ha insegnato alla Accademia di Architettura di Mendrisio dal 1999 al 2005, con Kenneth Frampton, Roberto Collovà e successivamente con Manuel e Francisco Mateus. E’ stata Visiting Professor a Cornell University, Penn State University e Iowa State University (Rome Program) dal 2004 al 2006. Ha lavorato con Eduardo Souto de Moura, con cui ha studiato e si è laureata, (1991/96), con Alvaro Siza in Portogallo (1996/97), con Vittorio Gregotti (1982/83) e Gae Aulenti (1984/86). Lavora come partner associato dal 1997 al 2004 allo studio Grazioli Engineering a Vicenza. Nel 2005 fonda a Roma LAURA PERETTI ARCHITECTS, (inizialmente STUDIOINSITO): lo studio lavora alle diverse scale di progettazione dall’edificio al progetto urbano, con particolare attenzione all’integrazione fra architettura e paesaggio.

    Tra i lavori più significativi ricordiamo:
    - il primo premio per il concorso internazionale “Rigenerare Corviale”, un progetto presentato fra i 71 progetti selezionati per la Biennale Architettura 2018 di Venezia.
    - Il Museo delle energie “Yanardag” Baku, Azerbaigian.
    - Il progetto “Shebeke Park” per l’area centrale di Baku, denominata Sovietska, in cui sono previsti
    una sostituzione edilizia di 40 ha, con un parco e alcuni edifici.
    - Il progetto del complesso abitativo di Ceuta, enclave spagnola in Marocco, derivato da un
    concorso internazionale vinto, “Hacemos Ciudad”, per la costruzione di 150 abitazioni destinate all’integrazione sociale.
    - lo studio sul paesaggio di Costa Verde, (Arbus, Sardegna) e il Piano di Riqualificazione e Sviluppo
    per la creazione di una nuova destinazione turistica, e i progetti architettonici da esso derivati, che comprendono la riqualificazione di un villaggio turistico esistente, la progettazione di due resort,
    75 case vacanze e relativi servizi, i progetti alle diverse scale per un totale di 120.000 mc
    distribuiti in un area di 1600 ha.
    - la casa dei mulini ex tipografia Rumor a Vicenza per la quale ha vinto l’international Piranesi Prize
    nel 2009. www.lauraperettiarchitects.com/it

    In esposizione alcune tavole del progetto “Rigenerare Corviale”, foto dell’esposizione alla Biennale Architettura 2018 ed un modello in scala.

    A dicembre 2015 una giuria internazionale ha valutato i 48 progetti che hanno partecipato al Concorso di progettazione curato e bandito nel 2015 dall’ATER del Comune di Roma, promosso e finanziato dalla Regione Lazio con la consulenza scientifica dell’Area Concorsi dell’Ordine degli Architetti di Roma e Provincia, riconoscendo il primo premio alla RTP formata dagli Architetti Laura Peretti (capogruppo), Andrea Amelio, Giuseppe Di Costanzo, Giulia Fortunato ed Erik Ingvert, e con la consulenza di Mimmo Paladino, Silvia Milesi Carlotta de Bevilacqua (Artemide), Paola Caputo, Andrea Cinuzzi. A giudizio della GIURIA, il progetto vincitore è quello che meglio ha affrontato i temi richiesti dal concorso, poiché esprime la capacità di controllare alle varie scale la complessità del Corviale: a livello architettonico, urbano e paesaggistico. Rispondendo agli obiettivi concorsuali, il progetto vincitore ripensa l’insieme di edifici e degli spazi pubblici di Corviale senza intervenire sugli alloggi, con un nuovo assetto di tutto il parterre: si prevedono infatti un nuovo attacco a terra dell’edificio principale (piano terreno e piano garage); una gestione più razionale della circolazione carrabile; una circolazione pedonale più fluida, sia interna agli edifici che relativa agli spazi pubblici; una rete più fitta e più a dimensione d’uomo delle connessioni urbane; infine una ritrovata qualità, visiva e di uso, del sistema degli spazi verdi.

    Punti di forza del progetto:
    NUOVI SPAZI PUBBLICI - tramite il sinuoso ridisegno della via Poggio Verde, che distribuisce tutto l’edificio, si generano davanti alla facciata principale dell’edificio spazi verdi e aree pedonali di forma e dimensione sempre diversi, a servizio dei residenti e dell’intera collettività, eleminando completamente il “vallo” che divide l’edificio dalla città e che lo rende oggi impenetrabile.
    NUOVA PIAZZA GRANDE - lungo via Poggio Verde, davanti al Municipio, centro di attività e nuovo elemento di identità del quartiere, nella quale sono previsti nuovi servizi (bar e attività culturali), negozi e servizi di vicinato.
    NUOVO EDIFICIO AGRI-URBAN-CENTER - diverrà un centro capace di fare da volano per “Nuove Economie” (formazione e occupazione sui temi della BIODIVERSITÀ e sviluppo filiera agricoltura a Km0) e farà da nodo di scambio fra città e agro romano riconnettendo anche fisicamente tutto il paesaggio circostante: qui ci sarà anche la scultura di Mimmo Paladino.
    NUOVI INGRESSI - si entrerà direttamente ai 27 corpi scala invece che passare dai 5 ingressi monumentali, e il percorso pedonale lungo l’edificio oggi nascosto fra i setti, verrà portato sul davanti garantendo più sicurezza e contemporaneamente più vitalità a tutto il fronte principale.
    INCREMENTO PERCORSI TRASVERSALI DI ATTRAVERSAMENTO - dalla città alla campagna, e semplificati i percorsi verticali tramite il ridisegno del piano terra (cantine e atri di accesso)
    LUCE SOCIALE: il sistema di illuminazione del complesso è progettato (con la collaborazione di Artemide) a favore della sicurezza dei suoi abitanti, per rendere Corviale più vivibile e sicuro anche la notte, fornendo contemporaneamente anche una rete di dati.
    ENERGIA A COSTO ZERO: le coperture degli edifici sono produttori “attivi” di energia (sistemi fotovoltaici integrati) e tutte le nuove attività pubbliche non incideranno sulla bolletta degli abitanti perché verranno automaticamente pagate dalla produzione autonoma di energia solare,
    CORVIALE DISTRETTO ENERGETICO - 8000 abitanti e solo 4 interlocutori, Acea/Ater/Comune/Regione: un potenziale enorme che potrebbe fare da progetto pilota per molti altri.

    GUENDALINA SALIMEI, architetto e professore alla Sapienza di Roma, è visiting professor alla TUD di Darmstadt, membro del centro d'eccellenza di Villa Vigoni, dell' Inarch e dell' UIA work Program e direttore del Master degli edifici per il culto alla Sapienza.
    Da subito coniuga l'attività di ricerca con quella di progetto e nel ‘92 fonda il T-studio, con il quale trova un campo d’interesse nell’indagine delle relazioni complesse che si instaurano tra le metodologie progettuali e le modalità d’intervento nell’ambiente costruito e naturale ponendo l’accento sui criteri di sostenibilità in condizioni di degrado e di disagio. Tra i progetti realizzati i riusi dell’ex Annunziata a Museo d’arte, Foligno, l'Auditorium della Tecnica, il plesso scolastico Corviale a Roma, la caserma Cosenz a Gaeta, e i cimiteri di

    Frascati e Napoli, mentre sono in corso le riqualificazioni di waterfront nei porti di Taranto, Napoli e Corigliano, la via Sparano a Bari, i riusi di San Benedetto a Ferrara, di una casa del Balilla a Bologna, il IV piano del Corviale, interventi di social housing a Roma, Ceccano e Latina.
    Fuori dall'Italia un eco-quartiere a Bratislava e vari progetti in Vietnam tra cui la città di Dao Viet nella baia di Ha-Long. I progetti hanno avuto riconoscimenti a livello nazionale e internazionale e in varie occasioni sono stati presentati (X, XI. XII, Biennale di Venezia e di Pechino, Triennale di Sofia, Astana, Singapore, Mosca...) e pubblicati in Italia e all'estero. www.tstudio.net

    In esposizione alcune tavole progettuali del Km verde: il progetto sul “Corviale” che riguarda la riqualificazione del piano libero dell’edificio, destinato dal progetto di Mario Fiorentino a servizi pubblici, e, nel tempo, abusivamente occupato. Qui sono state introdotte forme innovative e condivise dell’abitare, è stato rispettato e ampliato il fortissimo senso della vicinidad emerso durante i sopralluoghi, reinterpretando architettonicamente la vicinanza e auto-organizzazione degli abitanti attraverso la creazione di spazi pubblici, spazi di relazione, dello stare, spazi da condividere e curare insieme. Il piano libero diventa elemento di interruzione “positivo” nella vita dei residenti e “ossatura verde” dell’edificio. 

Read 97 times Ultima modifica il Lunedì, 03 Giugno 2019 21:59