Vivere la fotografia a Roma

Guido Laudani. Burlesque

  • Autore: Guido Laudani
  • Curatore: Barbara Martusciello
  • Data Inizio: 09.05.2019
  • Data Fine: 26.05.2019
  • Dove: Antigallery
  • Indirizzo: Piazza degli Zingari, 3
  • Orari: 18:00 – 02:00
  • Ingresso: libero
  • Tel. / Mob.: 06 454545
  • E-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
  • Descrizione Evento:

     

     

     




    FotograficaMONTI è una rassegna fotografica di lunga durata - da aprile a luglio; e da settembre 2019 - curata da Barbara Martusciello che ha invitato molti autori diversi per biografia, appartenenza generazionale, stile e poetica (tra i primi artisti coinvolti: Fabrizio Borelli, Daniele Cametti Aspri, Alessandro Cidda, Fabio De Benedettis, Joseph De Felici, Stefano Esposito, Ferdinando Gatta, Fabio Gasparri, Dino Ignani, Guido Laudani, Claudio Orlandi, Massimo Scognamiglio, Paolo Torella) ad esporre in un ideale rispecchiamento "enciclopedico" nel segno del linguaggio della Fotografia. La cadenza e durata delle singole mostre prevede un’esposizione ogni quindici giorni circa, per riprendere la manifestazione da fine settembre del 2019 in poi.
    In questo secondo appuntamento espositivo, giovedì 9 maggio, è la volta di GUIDO LAUDANI con Tempo di Burlesque

    La mostra propone una selezione di scatti che l’autore ha realizzato durante una serie di spettacoli di burlesque, quella particolare forma d’intrattenimento, oggi assai nota, che gioca con l’erotismo in quadri scenici dal clima d'antan ma ravvivata da una ricerca rappresentativa e coreografica continua.

    "Il termine burlesque si associa a uno spettacolo parodistico nato nella seconda metà dell'Ottocento nell’Inghilterra Vittoriana e adottato poi negli Stati Uniti dove ebbe un tale successo popolare da essere definito le foliès dei poveri. L’acclamazione era dovuta alla leggerezza e alla comicità della mise-en-scène ma soprattutto alla presenza di nudi femminili, che divennero veri e propri siparietti che via via si fecero portanti dell’intera rappresentazione. Tra le prime dive del burlesque si annovera la ballerina inglese Lydia Thompson che con la sua troupe, The British Blondes, portò il suo piccante spettacolo britannico in Europa e negli Stati Uniti. Da quel suo pionierismo il burlesque si è allontanato modificandosi, scandalizzando ma anche, in qualche modo, interagendo con i cambiamenti della pubblica morale e i gusti della collettività. Dimenticato un po’ dalla metà degli anni Sessanta, relegato a residuo rétro, ha, nel periodo dell’impegno politico, vita più dura, eccezion fatta per lo storico Teatro Troc Burlesque a Filadelfia le cui paladine furono eternate e documentate dal celebre Robert Adler. Il Burlesque torna davvero in auge solo alla fine degli anni Ottanta, recuperando nuovo impulso con la moda e la cultura vintage dagli anni Novanta e non cessando di persistere, trasformarsi e rafforzarsi negli anni Duemila: mantenendo una sua fragrante leggerezza sino a oggi.

    Guido Laudani ha seguito proprio questa nuova via del burlesque, dai suoi esordi a Roma, primo tra gli autori a fotografare durante le performances, dato che non ha praticato la fotografia in studio ma quella più complessa sul palco, con i soggetti in azione, nel turbinio delle luci, dei suoni, nella danza e nel movimento.

    Egli riesce a fotografare anche il temperamento dell’artista in esibizione, l’atmosfera della pièce e la ritualità dello spettacolo; in esso si palesa la bellezza e la sensualità anche in senso generale, dichiarando una differente idea del femminile, irridendo spregiudicatamente gli stereotipi e, per esempio, non celando qualche umanissima imperfezione. Laudani immortala tutto con il suo stile e le sue inquadrature restituiscono immagini accattivanti dove il glamour è tutto in quel che si vede, con una sua autenticità: senza, cioè, quell’affettazione esasperata di certa comunicazione pubblicitaria, quella banalità di tanta rappresentazione televisiva e quella mancanza di garbo dell’industria del porno.

    Il Burlesque, dal suo principio e ancora oggi, nella sua forma più pura, migliore, scardina preconcetti e cliché relativi al genere, e se riconosciamo anche qualcosa di frivolo e forse ancora – per molti – vagamente indecente, ebbene: se è vero che la bellezza è negli occhi di chi guarda, allora anche l’oscenità e il peccato lo sono. Così, la mostra indirettamente conferma che: «Non c'è nessun peccato, tranne la stupidità.» Parola di Oscar Wilde." (dal testo della curatrice)