Vivere la fotografia a Roma

Martedì, 19 Marzo 2019 21:56

Ai vostri posti. On your marks. Ichinitsuite: La fotografia sportiva in Giappone

Written by
Vota questo articolo
(0 Voti)

dal 19.03.2019 al 22.06.2019

Istituto Giapponese di Cultura in Roma

  • Autore: AAVV
  • Curatore: Akito Mizutani, Hiroshi Yano
  • Data Inizio: 19.03.2019
  • Data Fine: 22.06.2019
  • Dove: Istituto Giapponese di Cultura
  • Indirizzo: Via Antonio Gramsci, 74
  • Orari: lunedì - venerdì 9.00-12.30/13.30-18.30, mercoledì fino alle 17.00, sabato 9.30-13.00
  • Ingresso: libero
  • Tel. / Mob.: 063224794
  • E-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
  • Descrizione Evento:

     

     

     

    Il salto, il lancio, la corsa, il tuffo, la bracciata, la parata, la presa, il calcio, la stoccata. I corpi degli atleti compiono le azioni primordiali dell’uomo, affinate nell’esercizio e per la sfida. Verso Tokyo 2020, una carrellata mozzafiato dei migliori scatti del gotha della fotografia sportiva del Giappone, in collaborazione con Japan Camera Industry Institute. Le 85 immagini selezionate dal repertorio di 16 autori mostrano la moltitudine degli sport e delle categorie, ma soprattutto intendono porre l'interrogativo-cardine della fotografia professionale sportiva, ovvero se privilegiare l'estetica o la cronaca, o realizzare un unicum formidabile. Foto di A. Mizutani, T. Yoshioka, N. Takeda, Y. Nomura e altri. A cura di Hiroshi Yano (JCII) e Akito Mizutani (AJPS), organizzazione generale: Yurina Tsurui*, Maria Cristina Gasperini*; allestimento Nobushige Akiyama*; traduzione e testi Maria Cristina Gasperini (*Istituto Giapponese di Cultura in Roma).


    nell'ambito della mostra: 
    LA FOTOGRAFIA IN GIAPPONE: ANNO ZERO, FELICE BEATO E IL PAESE MODERNO
    conferenza di Hiroshi Yano (JCII)
    venerdì 22 marzo 2019 ore 18.30

    La fotografia in Giappone nasce con il paese moderno e ne testimonia passaggi, fratture e assestamenti. Di avventura in avventura, Felice Beato (1832-1905), tra i primi fotografi di guerra e di mondi esotici e sconosciuti, ritrae un mondo scomparso e lo colora a pastello, per restituire al presente icone incantevoli e struggenti. 

    ingresso libero fino a esaurimento posti
    photocredit: Felice Beato, Satsumahanshi, 1868


    Akito Mizutani
    Nagano, 1940. Akito Mizutani è un fotografo sportivo, specializzato in diverse discipline, tra cui gli sport invernali e acquatici, il calcio e l’atletica. Noto nel mondo per l’approccio artistico e la capacità di catturare ed esprimere il movimento e l’emozione nella fotografia sportiva. Dal 1970, anno della prima acclamata galleria fotografica dal titolo "Ski, Pushing the Limits", le foto di Mizutani compaiono in riviste, libri e mostre. Nel 2001 crea una scuola di fotografia sportiva, per ispirare e formare la nuova generazione di fotografi professionisti nel suo paese. È Presidente di AJPS, l’associazione giapponese di stampa sportiva dal 1993 e da oltre 20 anni è uno dei più apprezzati fotografi di sport del Giappone. Tra i vari riconoscimenti ricevuti,il Premio Kodansha nel 1981, lo JPS Artist Award nel 2007 e lo Yamaha Challenge Award nel 2011. Affiliato a: Tokyo College of Photography, The Photographic Society of Japan, Japan Professional Photographers Society, Association Japan de la Presse Sportive, Association International de la Presse Sportive

    Hideaki Arikawa
    Kanagawa, 1975. Nasce sportivo, praticando l’atletica leggera presso Nippon Sport Science University. Affascinato dagli sport equestri e dall’atletica, dal 2012 intraprende la carriera autodidatta di fotografo sportivo. Dal 2015 al 2018 è al Mizutani-juku. Oggi è fotografo professionista specializzato in sport.

    Daisuke Asauchi
    Classe 1983, dall’età di 11 anni dimostra interesse per la fotografia di sport e paesaggi, iniziandone lo studio autodidatta. Raffina la tecnica fotografando sport equestri e atletica; dal 2016 si aggiudica per 4 volte il primo premio alla sezione sport del photocontest del mensile Capa, giuria presieduta da Akito Mizutani.

    Ryoichi Doi
    Tokushima, 1967. Mentre esercita la professione di ingegnere addetto al controllo qualità, si
    dedica alla fotografia. Dal 2017 è al Mizutani-juku. L’occasione sono le foto al figlio rugbista; di qui la dedizione all’”attimo” e la determinazione a proseguire nell’attività di fotografo.

    Masanori Kobayashi
    Kanagawa, 1965. Nel 2013 intraprende la carriera di fotografo sportivo autodidatta, con particolare riferimento al rugby. Dal 2015 è allievo del Mizutani-juku. 

    Atsuhiko Nakai
    Nato nel 1962, è attualmente al terzo Mizutani-juku. Segue le Paralimpiadi dal 2008 (Pechino), quindi Londra nel 2012, Rio nel 2016 e Incheon nel 2018, come membro del pool fotografico SportsPressJP. Oltre all’attività espositiva capillare nel paese, è attivo nella conoscenza e nella diffusione degli sport paralimpici.

    Yoshihiro Nomura
    Nato nel 1963. Ispirato dal padre fotografo di montagna, dalle scuole elementari si dedica alla fotografia sportiva dopo aver ricevuto in dono un teleobiettivo dismesso. Alle medie è nel club di fotografia e così via fino a oggi, al terzo anno di Mizutani-juku. Nel 2018 è selezionato per la mostra JPS (Japan Professional Photographers Society).

    Norihisa Oyama
    Tokyo, 1960. Inizio carriera al liceo, dal 2013 è allievo del Mizutani-juku. Fotografa tutti gli sport, tra cui sumo, pattinaggio, baseball giovanile.

    Tomoe Ozawa
    Tokyo, 1981. Nel 2014 intraprende la carriera di fotografa sportiva e due anni più tardi entra al Mizutani-juku.

    Hidenobu Sato
    Nagano, 1967. Amministratore di hotel, svolge contemporaneamente la professione di fotografo sportivo, in particolare in ambito sciistico. Membro del Mizutani-juku e del Nihon Shashin Kyokai (The photographic Society of Japan).

    Junko Sato
    Vive a Tokyo, 1968. Da quattro anni fotografa sport; ha all’attivo mostre personali, ed è stata selezionata per la mostra JPS. 

    Norimi Takeda
    Yokohama, 1981. Ispirata dal lavoro di Mizutani, decide di dedicarsi alla fotografia sportiva. Dal 2014 è al Mizutani-juku.

    Sachie Torikai
    Takaoka, 1982. Fotografa impegnata sul fronte documentaristico sport/umano, nel 2011 la sua opera DNA, foto di padre e madre, si aggiudica il primo premio al photocontest WONDER!UNDER30! - dall’anno successivo inizia la professione freelance. Dal 2014 è presso il Mizutani-juku. Nel 2015 vince il premio Yonosuke Natori con “Amputee Boy – Ken-chan”. 

    Akiko Yamamoto
    Saitama, 1991. Fotografa, soprattutto boxe, dall’età di 19 anni, colpita dall’azione drammatica. Improntata alla documentaristica sportiva, è interessata sia all’aspetto atletico che a quello umano dello sportivo. Nel giugno 2013 tiene la personale Mechanism alla galleria Mujikobo a Yokohama.

    Eri Yamamoto
    Yokohama, 1991. Laureata presso l’Università d’Arte di Musashino e specializzata in fotografia, dal 2015 è presso il Mizutani-juku.

    Mitsunori Yoshida
    Saitama, 1959. Allievo del Mizutani-juku dal 16.imo corso (2016).

    Tenpei Yoshioka
    Tokyo, 1971. Allievo del Mizutani-juku dal 16.imo corso (2016). Attivo in ambito teatrale e pubblicitario, infonde espressività drammatica alle foto di sport.





    LA FOTOGRAFIA SPORTIVA: DECALOGO di Akito Mizutani

    Lo sport, lo spettacolo dell’attimo. L’essenza della fotografia sportiva è la resa in immagine dell’attimo spettacolare generato dall’atleta. Ma uno scatto formidabile non si esaurisce nel mero esprimere l’istante preciso dell’azione e del ritmo sportivo, quanto nel cogliere l’umanità dell’atleta in gara. Il cuore della fotografia sportiva sta nel catturare ed esprimere l’emozione decisiva nel momento esatto in cui si manifesta.

    Captare e cristallizzare il racconto umano dell’atleta, fino a percepirne l’odore del sudore e il pensiero agonistico è un atto empatico, colmo di umanità, e profondamente artistico. La meraviglia dei muscoli affinati dall’esercizio, i corpi in perfetto equilibrio sono arte di per sé: la fotografia sportiva è la spettacolarizzazione del momento decisivo, per cui è occorsa abnegazione, esercizio, tempo e gioventù.
    In uno scatto:
    Cerco il racconto degli uomini.
    Cerco il fascino dei campioni, della pressione di chi si impegna allo stremo nella competizione.
    Cerco l’espressione, il sudore, la forma pura della lotta contro i propri limiti, il pubblico incantato.
    Cerco vis drammatica.
    Registro l’espressione e la tecnica degli atleti: gioia e dolore danno più spettacolo di vittoria o sconfitta. Non è necessario cogliere il climax dell’azione. Piuttosto vanno enfatizzate le emozioni, gli attimi subito prima o dopo quello decisivo.

    La fotografia distingue solitamente immagini documentarie o artistiche; in ambito sportivo la tendenza recente è privilegiare foto d’impatto, estetiche e originali. Tuttavia, di grande valore è l’aspetto giornalistico e documentario. Quando, dove, chi, che cosa: le foto didascaliche che chiariscono tali punti hanno base documentaria e possono divenire ottimo materiale d’archivio.

    Oggi la fotografia sportiva presenta una realtà variegata, fatta di un mix dei due aspetti; da addetto ai lavori memore dei propri esordi giornalistici, voglio promuovere e rivivificare la fotografia realistica, che fa risplendere l’emozione istantanea della superstar e dell’eroe. La foto si fa cronaca del personaggio, del simbolo di un’epoca; con lo scorrere del tempo la foto acquisisce sempre più valore documentario e si fa testimonianza di superamento di limiti e barriere.

    Credo fortemente che la fotografia sia uno strumento necessario e fondamentale per la trasmissione dei fatti, sportivi e non, e che veicoli cuore personalità e temperamento dei coinvolti in una magica, determinante ed eterna, sospensione spazio-temporale.

Read 146 times Ultima modifica il Lunedì, 24 Giugno 2019 06:42