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Mercoledì, 06 Febbraio 2019 22:30

Sofia Ricciardi. Pattern of Void

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dal 13.02.2019 al 26.02.2019

Leporello

  • Autore: Sofia Ricciardi
  • Curatore: Chiara Capodici
  • Data Inizio: 13.02.2019
  • Data Fine: 26.02.2019
  • Dove: Leporello
  • Indirizzo: Via del Pigneto, 162/e
  • Orari: lunedì - sabato 16.00-20.00
  • Ingresso: libero
  • Tel. / Mob.: 329 062 3131
  • E-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
  • Descrizione Evento:

     

     

     

    Sofia Ricciardi, qui alla sua prima mostra personale, utilizza il collage attingendo il suo materiale di lavoro, pezzettini di carta strappata, dalle riviste del mondo dell'arte. Con un'ironia dall'apparenza spensierata lavora sulla frammentazione e l'impermanenza e sul mutevole equilibrio fra familiarità e straniamento.

    Per Leporello ha realizzato una fanzine, in mostra insieme a una serie di opere su carta e una scultura in cemento dipinta con spray acrilico.

    * * *

    Sofia Ricciardi, here at her first solo show, works with collage using contemporary art magazines as raw material for her projects. With a cheerful irony, at least in appearance, she focuses on fragmentation and impermanence and on the varied balance between familiar and unfamiliar.

    On the occasion of her exhibition at Leporello she produced a fanzines, on show together with a series of works on paper and a concrete sculpture painted with acrylic paint

    In mostra / On show

    Pattern of void, 2019
    Serie di 20 Fanzine, collage su carta
    cm 17.5x12.5

    Great personalities, 2019
    Scultura in cemento, spray acrilico
    Cm 50 x 40 x 30

    I mudman sono guerrieri della Papua Nuova Guinea, sono chiamati gli uomini dalla maschera di fango. Per sconfiggere e spaventare i rivali si travestono da fantasmi ricoprendosi di fango e creando delle enormi e pesanti maschere di argilla da indossare durante gli scontri.
    Great personalities sono delle maschere in cemento, sono i ruoli che ogni giorno interpretiamo per sentirci parte della società. Sono talmente pesanti che una volta indossate non si possono più togliere e diventano delle vere e proprie teste, identità performate, esagerate, quasi carnevalesche.

    Siamo vivi o siamo morti?, 2016
    160 collage su carta cm 224 x 100

    Doppelganger 2017,
    32 collage su quaderno cm 16 x 11
    Nel 1914 veniva pubblicato sulla rivista “Imago” il primo saggio riguardante la figura del sosia nell'ambito della psicoanalisi: “ Der Doppelganger ” di Otto Rank. Tale scritto psicoanalitico studiava il concetto di doppio inteso come “ritorno del rimosso”, cioè del familiare che si trasforma nel proprio contrario generando angoscia. Un facile esempio è quello del dottor Jekyll e di mr Hyde, immagine alternante, quindi opposta al soggetto, minacciosa e persecutoria. Questo piccolo racconto è la storia di un alter ego vagante per le strade di una città abbandonata, allucinazione del se proiettato all’esterno.

    Pietre leggere, 2015
    Nove monotipi stampati a colori su carta 250 grammi
    Stampato presso l’Accademia di Belle Arti di Roma
    Anno accademico 2014/2015
    Sei stampe a fogli sciolti cm 36 x 52

    "Ho un rapporto diretto con il mio lavoro, esso nasce da un senso di vuoto e di perdita, da un fallimento. Il mio approccio è di tipo esistenzialista e focalizzato sulla precarietà e sulla velocità del cambiamento cui siamo soggetti. Le mie opere esaltano l'imperfezione.
    La mia ricerca si concentra sul frammento e sulla fragilità con cui si sopravvive al vuoto, all'assenza, al corpo. Il mondo per me è sminuzzato, imperfetto, impossibile da vedere per intero. La stratificazione degli eventi, dei ricordi, dei pensieri genera in me la condizione di creare raccogliendo i pezzi di ciò che è andato distrutto: la vita è una costruzione e una decostruzione continua, essa è fatta da ciò che si ha a disposizione, a seconda della caduta e di quello che si raccoglie. Ogni mio lavoro è l'installazione di un luogo fatto di frammenti, di strappi, la proiezione e la percezione del mio essere in un mondo privo di verità assolute, diverso a se stesso, mutevole.
    Il mondo dell’arte è un esempio di realtà complessa e frammentata; il focus della mia ricerca trova nel collage una forma di reazione ironica all’impermanenza del mondo dell’arte: strappando le pagine di Artribune e Mousse Magazine distruggo e destrutturo un ambiente che in maniera contraddittoria appare familiare ed estraneo allo stesso tempo. Il collage sconfina oltre l’opera e diventa, citando Antonin Artaud,‘una pittura non dipinta’ stravolgendone la funzione originaria e ricomponendone i frammenti in figure che acquisiscono nuovo significato. Prendendo spunto dal concetto di ‘sfere’ di Sloterdjike, rifletto sulla possibilità di sublimazione dell’estraneità in familiarità. La coesistenza di familiarità e straniamento è ricorrente nella mia ricerca, in riferimento specialmente al mondo dell’arte, nel quale è parimenti facile sia penetrare, che esserne tirato fuori. L’ironia rappresenta l’unica forma di reazione dell’artista nei confronti della sua impermanenza e mutevolezza. Le tecniche principali che utilizzo sono il collage e l’installazione."

    Sofia Ricciardi (1985, Pescara) laureata in filosofia presso l’Università La Sapienza, nel 2016 si diploma in Pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Roma. Ha partecipato a numerose mostre collettive come Now and Forward curata da Tiziana Musi e Shara Wasserman presso la Gallery of art Temple University, Roma; Art<35 curata da Helena Maragall presso la Sala Parés, Barcellona; Ieri oggi domani, curata dall’Accademia di Belle Arti di Roma e Francesca Lilli presso le scuderie Aldobrandini, Frascati; 10 Edizione viaggiatori sulla flaminia, curata da Adelaide Cioni e Fabio Giorgi Alberti presso lo Spazio FRANCA, Cannara; Manufatto in situ 10, curata da Emanuele De Donno e Via Industriae presso il CIAC centro italiano arte contemporanea, Foligno; Quattro artisti al castello, curata da Cecilia Casorati presso il Castello di Santa Severa, Roma; L’étranger, curata dal team étranger presso l’ex studio medico di via Raffaello, Pescara; Codice Italia Academy, curata da Vincenzo Trione presso il Palazzo Grimani, Venezia; 3+2, curata da Donatella Landi presso Interno 14, Roma; Uscita d’emergenza, curata dal team Whart e Cecilia Casorati presso il Macro Testaccio, Roma.

    INFO
    https://sofiaricciardi.wordpress.com/
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Read 115 times Ultima modifica il Giovedì, 28 Febbraio 2019 22:16