Vivere la fotografia a Roma

Giovanni Calemma. Symphonic Syncronicity

  • Autore: Giovanni Calemma
  • Curatore: Pietro Gagliardi
  • Data Inizio: 29.11.2018
  • Data Fine: 29.12.2018
  • Dove: Associazione Angelo Azzurro
  • Indirizzo: Piazzale delle Provincie, 19
  • Ingresso: libero
  • Tel. / Mob.: 06 6482 4002
  • E-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
  • Descrizione Evento:

     

     

    Angelo Azzurro apre le porte della sua sede romana per una nuova tappa del progetto A-Head ospitando la mostra personale dell’artista Giovanni Calemma, un fotografo la cui fotografia è arte pura, che sposa la musica elettronica diventando un mix vincente.
    L’appuntamento è per giovedì 29 novembre, dalle ore 18, nella sede dell’ONLUS romana in Piazzale delle Province 19.
    La serata proseguirò con un After Party per sostenere il progetto A-Head nel Cocktail Bar di Romeo Chef&Bakery, il concept restaurant di Testaccio della Chef Cristina Bowerman, in cui Flavia Lazzarini e Miz Kiara intratterranno con il loro Dj Set, mentre Alessandra Mosca Amapola leggerà un brano tratto dai diari di Etty Hillesum.
    La sincronicità è fisica della mente e dell’anima. La sincronicità è il respiro, il battito vitale del tutto, dell’universo al quale apparteniamo come cellule di un unico corpo. Carl Gustav Jung parla di sincronicità per identificare tutti i fenomeni influenzati da una correlazione fisica, avvenimenti che avvengono nello stesso momento, quindi in maniera sincronica, senza avere però alcuna relazione causale ma con uno stesso contenuto significativo.

    La ricerca artistica di Giovanni Calemma può essere considerata un’applicazione particolare del pensiero junghiano all’arte “per quattro funzioni psicologicamente fondamentali – come afferma il curatore Piero Gagliardi – : il pensiero e il sentimento (atteggiamenti introversi), la sensazione e l’intuizione (atteggiamenti estroversi). Ciascuna di queste funzioni consentono a Calemma di stabilire un nuovo contatto ispiratore tra il rapporto uomo-natura e l’incontro con le sue forme”.

    Le figure protagoniste dei ritratti fotografici di Giovanni Calemma esprimono una particolare leggerezza e instabilità. Gli scatti dell’artista anglo-italiano non sono di questo tempi ma possono appartenere a “tutti i mondi possibili”, intendono celebrare “l’imprevedibilità della vita”, come sottolinea Gagliardi. Le sincronicità identificano tutti quegli eventi con relazione nei piani sottili invisibili, o dell’infinitamente piccolo, nei quali risiedono mente e psiche. questi piani invisibili seguono leggi fisiche diverse dai piani materiali, infatti lo spazio e il tempo sembrano quasi annullarsi, svanire, o comunque seguono meccanismi completamente diversi.

    Symphonic Syncronicity prende spunto dalla sincronicità di Jung ed è un titolo emblematico. La mostra assume degli effetti molto singolari in quanto otto foto (quattro immagini in astratto e quattro ritratti) – che racchiudono circa venti anni dell’artista Calemma – non si fermano all’effetto visuale/narrativo, bensì si arricchiscono di composizioni musicali e letterarie. “Il risultato è un percorso recettivo unico che risveglia simultaneamente emozioni, sentimenti e pensieri”, spiega Gagliardi.

    Calemma è artista poliedrico, e la sua arte produce in maniera assolutamente sincronica immagini e musica che sembrano essersi incontrate in “un mondo misterioso che trascende la casualità, che è entrato in un altro ordine della realtà: oltre le cause materiali, oltre lo spazio e il tempo” (Jung). Fotografia, parole e musica sono diverse sonate della stessa sinfonia. Da qui il titolo della mostra Symphonic Syincronicity: un percorso che sviluppa una conoscenza radicale dell’anima fotografando le emozioni carpite in instanti di vita. La sensibilità raggiunge il massimo dell’espressione e il mix fotografia, musica e letteratura risulta vincente. La musica, nello specifico, potenzia le capacità di attenzione e di ascolto, mentre i riferimenti letterari acuiscono l’immedesimazione e l’introspezione.

    L’artista ritiene che le sue sensazioni e la sua percezione siano legate al mondo esterno da un rapporto sincronico; i luoghi e le cose che incontra lungo il suo cammino rappresentano momenti particolari della sua evoluzione. L’Io non ha limiti spaziali e temporali ben definiti e così spazia vivendo degli episodi di sincronicità molto spesso associati a degli archetipi.

    L’arte al servizio della mente. È questa la strada ormai assodata del progetto A-Head di Angelo Azzurro Onlus, attraverso il quale l’associazione mira a sviluppare un percorso ermeneutico e conoscitivo delle malattie mentali attraverso l’arte, un mezzo privilegiato per meglio interpretare la fragilità e la complessità umana.